ALBA ADRIATICA – Poche ma taglienti parole hanno fatto da prologo al lungo colloquio con il giornalista Marco Travaglio che si è tenuto ieri sera, mercoledì 9 maggio, all’hotel Meripol di Alba adriatica.

La parola è stata presa in primis da Cecilia Falcone, assessore alla Pubblica Istruzione, alla Cultura e agli Affari Sociali, che dando il benvenuto al giornalista, parla dell’incontro come «un’occasione di confronto e dibattito senza veti e pregiudiziali». La parola poi è passata a Leonardo Nodari, rappresentante dell’associazione di “Libera Società Civile” e organizzatore dell’evento, il quale ringrazia ironicamente il sindaco per non aver concesso la sala comunale in quanto troppo piccola per accogliere una così numerosa platea.

«Anche gli ingenui – ha proseguito ironico – riescono ogni tanto a disturbarci, seppure nel loro piccolo. Negare la sala a Marco Travaglio è stato un grave errore». In sala presente anche Antonio Macera, consigliere regionale del Pdci, il quale ha poi continuato con gli stessi toni, accennando anche al volantino ricevuto da Nodari sul quale, sotto il segno di una svastica, un sedicente gruppo organizzato lanciava minacce di morte non solo al rappresentante di “Libera Società Civile”, ma anche allo stesso Travaglio e ad altri personaggi come Antonio Cornacchione e Alex Zanotelli, i cui incontri con il pubblico sono organizzati da Nodari.

«Qualcuno ha voluto provare ad imbavagliare Travaglio – ha proseguito Macera – ma non ci è riuscito, perché la manifestazione si è fatta lo stesso. Non si può frenare la libertà di pensiero».

In ultimo, lo stesso Travaglio, prima di dare vita al suo discorso, ha così brevemente riassunto l’accaduto: «inutile spendere ulteriori parole in proposito, tutta questa vicenda è così miserabile che si commenta da sola».

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