SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Circa 700 alunni di scuole primarie, medie e superiori provenienti dall’intero territorio provinciale hanno partecipato mercoledì 9 maggio, al Palazzo dei congressi di San Benedetto, alla “Festa dell’Europa” che da sette anni l’Amministrazione provinciale organizza nella giornata del 9 maggio, dedicata appunto alle celebrazioni in onore dell’Europa unita.

L’apertura è stata dedicata agli inni ufficiali, prima l’europeo “Inno alla gioia” e poi l’italiano “Fratelli d’Italia”, eseguiti dalla grande orchestra composta dagli allievi della media “Nardi” di Porto S. Giorgio: La loro esibizione si è conclusa con la “Marcia di Radestky” che ha subito scaldato la platea. Sul palco, per i saluti, le autorità locali, tutte attente ad evitare discorsi retorici per cercare di catturare l’attenzione del giovani presenti.

Sintetico il prefetto di Ascoli Alberto Cifelli che, nel ricordare le figure dei padri dell’Europa, in particolare quella di Altiero Spinelli, e il manifesto di Ventotene, ha sottolineato come quelle persone, considerate magari dei romantici e dei nostalgici, abbiano in realtà posto le basi per la società in cui viviamo. Per il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari gli italiani debbono superare la contraddizione che li vede ai primi posti per entusiasmo nei confronti dell’idea europea ma agli ultimi per capacità di muoversi e conoscere le altre realtà del continente.

L’assessore alle politiche comunitarie della Provincia di Ascoli Nino Capriotti ha detto che «se oggi la politica non gode di grande fiducia, guardare al lavoro e all’impegno dei politici che, nel dopoguerra, sono riusciti a concretizzare un sogno che pareva impossibile, può aiutare a riconciliarci con l’impegno pubblico»

Il presidente della Provincia Massimo Rossi ha detto che i padri fondatori dell’Europa «avevano un sogno comune: cancellare il ricordo, ancora fresco, della tragedia della guerra con un sussulto di civiltà. Oggi occorre che l’Europa sappia fare di quel sogno realizzato un esempio per il mondo intero, caratterizzato da enormi squilibri che minano ovunque la pace. Oggi abbiamo un’Europa dei mercati, pur importante perché ha rappresentato la spinta iniziale alla costituzione dell’Unione – ha detto ancora Rossi – dobbiamo diventare l’Europa dei popoli e quindi della democrazia».

Il Presidente della Provincia ha concluso con un appello ai ragazzi a studiare le lingue e soprattutto a viaggiare, perchè solo dalla conoscenza reciproca nascono opportunità di comprensione e accoglienza che sono i semi della pace.

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