SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diplomazia all’opera nel confronto a tratti duro fra gli enti locali e la categoria dei vongolari abruzzesi e marchigiani, in agitazione per la prossima istituzione del Parco Marino del Piceno nella costa fra Porto Sant’Elpidio e Alba Adriatica. «Si lavora per un protocollo d’intesa con i vongolari, perché anche noi crediamo che la zonizzazione proposta dal ministero dell’Ambiente sia da modificare», afferma il sindaco Giovanni Gaspari.
Sembra che i 12 Comuni coinvolti, la Provincia di Ascoli (ente capofila della proposta di Parco Marino) e la Provincia di Teramo siano concordi nel ritenere eccessiva la proposta ministeriale, in base alla quale il 30% dell’area marina sarebbe di fatto interdetta alla pesca delle vongole con le turbosoffianti.
Il motivo di fondo è una considerazione pragmatica. Nelle parole del sindaco Gaspari: «Riducendo così tanto lo spazio di pesca per le vongole si rischia di creare zone di sovraffollamento affianco a zone di tutela integrale. Il risultato? Oasi da una parte e dall’altra zone svuotate da uno sforzo di pesca eccessivo».
Si pensa a proporre al ministero la zonizzazione fatta dal professor Carlo Froglia, ricercatore dell’istituto di Scienze Marine del Cnr. In questa ipotesi ci sarebbe un 17% di area a tutela integrale nell’intera estensione del Parco. I vongolari accetterebbero questa proposta in cambio della sottoscrizione di una dichiarazione d’intenti da parte degli enti locali, in cui si potrebbero prevedere anche incentivi alla rottamazione delle imbarcazioni e modifiche dei massimali di pescato consentiti.
Con questo protocollo d’intesa, e con un’azione comune fra enti locali e vongolari, si avrebbe un maggior potere contrattuale con il ministero, che attende di ricevere le ultime osservazioni prima di far partire la fase finale dell’iter, che sembrerebbe destinata a chiudersi entro fine 2007.
Nel breve termine è previsto un importante incontro a Roma, a cui parteciperanno enti locali e rappresentanti dei vongolari. Importante sarà anche il contributo dei tecnici, che forniranno giustificazioni scientifiche alla proposta di ridurre le zone a tutela integrale.

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