SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 7 maggio il sindaco Giovanni Gaspari ha firmato un’ordinanza per la bonifica urgente della copertura in eternit di un capannone di via Val d’Adige 15, nel quartiere Agraria. Entro 20 giorni i proprietari dell’immobile dovranno provvedere avvalendosi di una ditta specializzata.
Il capannone è di proprietà dell’impresa di costruzioni ascolana Cepi srl e, come si legge nell’ordinanza del sindaco, «la sua copertura di lastre in cemento-amianto (eternit) presenta piccole rotture, proliferazione di muschi e licheni e uno stato di conservazione generale tale da evidenziare rilascio di fibre di amianto».
Si tratta dell’esito di un sopralluogo compiuto il 20 settembre 2006 dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asur.
Nell’ordinanza del sindaco, si legge che l’amministratore della Cepi srl ha in seguito comunicato al Comune che lo smantellamento dell’eternit era compreso in una pratica edilizia da lui presentata agli uffici comunali, rimasta poi bloccata per l’entrata in vigore delle norme di salvaguardia del Pai (piano di assetto idrogeologico del fiume Tronto).
La Cepi, si legge nell’atto del Comune, si era impegnata a eseguire lo smantellamento con la massima sollecitudine «non appena verranno a decadere gli impedimenti urbanistici alla realizzazione dell’intervento»; inoltre, dice la Cepi al Comune, sarebbe dovuta essere «imminente» la risoluzione delle problematiche legate al Pai, «come da comunicazioni di stampa e informazioni di dominio pubblico».
In effetti la Cepi srl aveva presentato nel settembre 2005 una Denuncia di Inizio Attività per la demolizione, ricostruzione e cambio di destinazione del fabbricato. Nella risposta del Comune si afferma che «l’uso residenziale del piano terra e il cambio di destinazione dell’intero immobile che comporta aumento del carico urbanistico contrastano con le previsioni del Progetto di Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Tronto».
Per ragioni di salute pubblica, dunque, il Comune ha deciso di non attendere che la Cepi parta con le opere edilizie da lei proposte, dato la «non imminente e spontanea possibilità di attivazione delle opere edilizie». Trascorso il termine dei 20 giorni, il Comune potrà proveddere d’ufficio a spese del contravventore.

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