SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Riserva Naturale della Sentina sta assumendo sempre più la fisionomia di area protetta. Ma il presidente dell’ente Pietro D’Angelo chiede al Prefetto di Ascoli di promuovere una maggiore sorveglianza da parte delle forze dell’ordine. Consumo di droghe e prostituzione maschile, questi i due dati emersi da una ricerca della Provincia citata da D’Angelo.
Proseguono intanto i progetti legati all’istituzione della Riserva, nata nel dicembre 2004 ma realmente operativa dall’estate 2006. 50 cartelli sono stati posti lungo le strade della Sentina, per indicare il divieto di discarica e le sanzioni previste. Sono quasi terminate le rimozioni dei rifiuti edili, mentre è stato smantellato uno dei due scarichi fognari inattivi sulla spiaggia vicino al fosso collettore. Fosso per la cui pulizia mensile si sta pensando a una convenzione con una ditta specializzata. Il comitato gestore della Riserva ha dato un incarico alla Idroprogetti di Firenze – la stessa società che ha compiuto uno studio sul torrente Albula – per la fattibilità della rinaturalizzazione del canale, eliminando il cemento e impiantando nuova vegetazione.
D’Angelo inoltre sta pensando a un protocollo con il Ciip (l’ex consorzio idrico) e l’istituto di ricerca Asteria, per scoprire le origini precise dei cattivi odori in alcune zone della Riserva. A questo riguardo, uno dei progetti in via di elaborazione riguarda la schermatura vegetale del depuratore idrico, per cui bisognerà aprire un tavolo tecnico con gli uffici tecnici del Comune.

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