SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Veicoli ecologici, prodotti equo-solidali, cibi biologici, carta riciclata. Sono solo alcune delle tipologie di acquisti che il Comune si impegna a fare dopo la recente adesione” agli Aalborg Commitments (in realtà il Comune di San Benedetto aveva sottoscritto la Carta di Aalborg già nell’anno 2000, con una serie di iniziative di ricerca all’epoca all’avanguardia europea per quanto riguarda gli enti locali, ndd) e all’atto di indirizzo approvato dalla giunta lo scorso 26 aprile.
La Carta di Aalborg è un documento internazionale che programma lo sviluppo sostenibile a livello urbano ed è stato approvato nel 1994 dalla Conferenza Europea in un summit svoltosi nella città danese.
In particolare, il punto 4 degli accordi prevede l’impegno degli enti locali ad adottare e incentivare un uso prudente ed efficiente delle risorse, incoraggiando la produzione e il consumo sostenibili.
«Gli acquisti delle pubbliche amministrazioni sono una fetta consistente del Pil – afferma l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci – quindi gli enti pubblici hanno molto potere per fare leva su un rinnovamento delle strategie delle imprese».
Secondo i dati ufficiali, in un bilancio comunale di quasi 70 milioni di euro la previsione di spesa per forniture e servizi ammonta a circa dieci milioni di euro all’anno. Per quanto riguarda il parco automezzi del Comune – che ammonta a 102 mezzi di varia tipologia – già da gennaio (clicca qui) è stato deciso di acquistare mezzi eco-compatibili con alimentazione a biocarburante, GPL, metano o ibrida. Gli uffici comunali stanno richiedendo finanziamenti a fondo perduto alla Cassa Depositi e Prestiti ed entro due mesi ci dovrebbero essere le prime risposte. Ci sono anche degli incentivi cumulabili stabiliti nell’ultima legge Finanziaria, che contiene un piano per introdurre acquisti “verdi” negli arredi, nei materiali da costruzione, nell’illuminazione e nel riscaldamento, nella cancelleria e nell’elettronica.
Inoltre il decreto legislativo 152 dell’aprile 2006 impone alle pubbliche amministrazioni di prevedere clausole nelle gare d’appalto per valorizzare le imprese che hanno competenze tecniche nella gestione dei rifiuti. Lo stesso decreto dispone che l’ente o la società a capitale pubblico deve coprire almeno il 30% del proprio fabbisogno di beni con materiale riciclato.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 404 volte, 1 oggi)