SAMB. Secondo me la Sambenedettese Calcio ha intrapreso la strada giusta anche se per continuare ha bisogno di una collaborazione pseudo economica. In che senso? Nel senso che mi pare di aver capito che i Tormenti non chiedono denaro da altri imprenditori “con troppi galli a cantare non si mai giorno” (anche se, in questi casi, possono trovarsi personaggi utili alla causa ma tranquilli che vanno però selezionati con massima accuratezza) ma un coinvogimento da parte delle istituzioni. Coinvolgimento, oggi a parer mio possibile grazie proprio a coloro (la famiglia Tormenti) che hanno ridonato una situazione economica non rosea ma limpida.
Sarebbe stato invece un salto nel buio aiutare altri (Gaucci ecc.) che chiedevano, più o meno, cose simili: i debiti erano molti, troppi, ma peggio ancora un mistero per quasi tutti.
Se non sbaglio l’attuale società chiede innanzitutto pazienza, il programma iniziale era come minimo triennale e non vogliono farsi condizionare da un organico già in grado di lottare per la promozione ma di proprietà altrui. In pratica quello che è un merito sta tramutandosi in un peso perché sollecita entusiasmi che, mi insegnano, non sono direttamente proporzionali alla crescita di una qualsiasi impresa.
Le richieste espresse dal presidente sono oltretutto molto trasparenti e finalizzate al risultato sportivo che, nel giro dei prossimi due anni, diventa imprescindibile. La palla passa quindi alle istituzioni che devono perlomeno valutare la proposta e dare anche loro una risposta chiara e trasparente a tutta la città. Non mi riferisco solo alla maggioranza ma a tutto l’arco politico cittadino oltre che a quello dell’hinterland. Mi pare che ciò non stia avvenendo: sento… un grande silenzio che non promette granché.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 634 volte, 1 oggi)