SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tensione fra istituzioni e vongolari nella sala consiliare del Comune. Nel pomeriggio del 3 maggio, al margine della riunione fra i sindaci dei Comuni nei quali sorgerà il Parco Marino del Piceno, i rappresentanti dei vongolari hanno messo in atto una protesta a causa delle limitazioni della loro attività in alcuni tratti di mare.
Il Ministero dell’Ambiente ha già accolto numerose proposte di modifica della regolamentazione per la nuova area marina protetta fra Porto Sant’Elpidio e Alba Adriatica.
Afferma il rappresentante regionale di Federpesca Tonino Giardini: «Sono due le categorie che protestano contro il Parco Marino: l’acquacoltura e i vongolari. Togliere il 30% di spazio marino significa mettere in crisi una categoria che stava cercando di respirare dopo 15 anni di crisi. Bisogna trovare una soluzione, magari tornare al progetto originale che era stato proposto dai consorzi di pesca».
Giovanni Di Mattia, rappresentante del consorzio di vongolari abruzzesi Cogevo, si è espresso così: «Non è possibile aprire un tavolo senza la presenza dei rappresentanti di tutti gli enti territoriali interessati. Fin dall’inizio c’è stata un’imposizione delle istituzioni senza una contropartita messa nero su bianco. Ci avete negato la presenza al ministero come semplici uditori. La soluzione penalizza le vongolare: la prima zonizzazione non aveva zone A a Martinsicuro mentre poi sono state introdotte e questo vuol dire che l’area che va dal Vibrata al Tronto rimarrebbe preclusa alla pesca delle vongole. Su 60 chilometri ce ne avete tolti 14 per il Parco; se contiamo che ci sono in media 80 imbarcazioni noi avremo circa 500 metri per la pesca per ogni imbarcazione».
Massimo Rossi, presidente della Provincia di Ascoli (ente capofila dell’ultradecennale iter del Parco), ha invece spiegato che la proposta presentata dal ministero dell’Ambiente prevedeva il 31% dello spazio marino totale destinato alle zone A (quelle dove sono vietate tutte le attività tranne la balneazione fino a 100 metri), alle zone B (consentiti solo lo snorkeling, la piccola pesca artigianale per i residenti, ittiturismo e pescaturismo) e alle zone C (limitazioni per vongolare, pesca a strascico e lampare).
«Poi abbiamo fatto delle modifiche e abbiamo chiesto di ridurre queste zone. Nel versante marchigiano – afferma Rossi – c’è stata una riduzione del 28%. Entro il 20 maggio possiamo fare altre osservazioni prima del decreto ministeriale. Poi avremo un mese di tempo per esprimere un parere formale. Gli enti presenti vogliono andare avanti e costruire il Parco Marino. Molte cose vanno modificate e ogni modifica va sottoposta a dei passaggi da governare. Cercheremo di proporre dei ritocchi, come la riduzione della zona a nord di Cupra che verrà ridotta a 2 chilometri a nord della Menocchia».
Prima dell’incontro con i vongolari, il sindaco Giovanni Gaspari aveva parlato di un «ottimo compromesso raggiunto con il ministero in attesa delle ultime definitive modifiche». Gaspari ha ammesso che i vongolari erano contrari alla piccola zona A fra Cupra e Grottammare, aggiungendo che «questo Parco nel totale tutela l’attività dei vongolari». San Benedetto aveva ottenuto la creazione di una piccola zona C “di rispetto” ai margini nord e sud della zona B che si trova di fronte alla Riserva della Sentina.
Dopo la fase delle ultime osservazioni, il ministero invierà agli enti coinvolti la zonizzazione definitiva del Parco. Durante l’estate tutti i Comuni dovranno poi approvare le delibere di approvazione. Per la fine del 2007 il Parco dovrebbe essere una realtà.

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