SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un gruppo di cittadini sambenedettesi, residenti in via Calatafimi 169, ha inviato due esposti per protestare su alcune situazioni di degrado nei dintorni del loro caseggiato. Nel primo esposto si rivolgono al Comando di Polizia Municipale e all’Arpam (Agenzia Regionale per l’Ambiente delle Marche) di Ascoli Piceno per segnalare che «sulla parte esterna della recinzione di un’ex industria, posta al civico 168 di Via Calatafimi, è stata apposta una rete in maglina plastificata lunga all’incirca un centinaio di metri che, oltre a ostacolare il passaggio pedonale sul marciapiede, attira polveri e ogni altro residuo rendendo invivibile quel tratto della strada. Tale rete – continuano i residenti – è stata posizionata per impedire la visuale dell’interno dell’azienda ormai in disuso, nella quale insistono da anni autoveicoli di ogni tipo abbandonati, arrugginiti, privi di assicurazione e pericolosi per l’ambiente, oltre ad essere ricettacolo di animali randagi, possibili portatori di infezioni».
Nel secondo esposto, indirizzato invece solo alla Polizia Municipale di San Benedetto del Tronto, i firmatari della protesta hanno segnalato che «al confine con la parete Nord del fabbricato di via Calatafimi 169 è stata posizionata una rete, alta quasi una decina di metri, che ostacola la regolare visibilità delle finestre che si affacciano su quel lato dell’edificio. Inoltre, all’interno della medesima attività che ha posizionato la rete (posta al civico 171 della stessa via), sono stati posti scaffali che comportano il deposito di materiali, anche ad altezza notevole, il che impedisce il regolare filtrare della luce nel cortile interno dell’abitazione, danneggiando notevolmente la visibilità e provocando fastidiosi rumori. Si chiede l’intervento della Polizia Municipale affinché venga verificata la regolarità di tale situazione».

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