SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Caso” Desideri, atto secondo. Mercoledì aveva parlato il giocatore. Oggi, giovedì, ha risposto la Samb, nelle persone del direttore generale Claudio Molinari, del diesse Peppino Pavone e del presidente Gianni Tormenti. Conferenza stampa infuocata, con tutti i protagonisti visibilmente contrariati per una vicenda che ha vuto il suo epilogo nello spazio di una settimana appena.
Gli altri attori (super) protagonisti sono made in Bari, società con la quale il giocatore si è accordato per i prossimi tre anni: stiamo parlando di Carlo Regalia, ex dg dei “galletti”, e Francesco Sgobba – cognato nonché braccio destro del presidente biancorosso Vincenzo Matarrese ed ex amministratore delegato biancorosso – che avrebbe condotto l’operazione Desideri.
PAVONE AL VETRIOLO Cominciamo dalla fine, vale a dire dallo sfogo di un Pavone fino a quel momento in religioso silenzio: «Il sottoscritto parlo chiaro, quello che aveva da dire l’ha detto in faccia al ragazzo e a suo padre. Cosa? Primo: per queste cose devi (rivolto a Desideri, nda) chiamare me. Secondo: tu non sei nessuno. Terzo: fino a gennaio qui ti volevano tutti fuori dalle scatole. Quarto: sei uno che ha dato mandato a una schiera di procuratori di trovargli la serie B. Penso che doveva ringraziare la Samb che fino a questo momento aveva gestito la sua carriera. Il resto sono solo chiacchiere».
PARLA MOLINARI Più pacato il commento di Molinari che si limita a dare la sua versione, senza attaccare il giocatore: «Non credo sia in malafede, semplicemente si è trattato di un malinteso. Sono sereno, si è montata una cosa sul nulla, è incredibile. Innanzitutto ci tengo a precisare che mercoledì non sono intervenuto alla sua conferenza perchè ero in Calabria. Stavo al Sud proprio perchè venerdì sono andato a Bari. E poi ci tengo a ricordare che sono stato uno di quelli che hanno fatto di tutto per far rimanere Desideri alla Samb».
Poi i fatti: «La ricostruzione che ha fatto il ragazzo è giusta. Abbiamo parlato dopo la partita con la Cavese, ma dovevamo farlo almeno 15 giorni prima. Già a febbraio dissi al presidente Tormenti che era giusto cominciare a parlare di un contratto per il ragazzo. Lui mi spiegò che voleva guadagnare 3 mila euro netti al mese. Ci siamo lasciati dicendoci che avrei chiesto al presidente. Nel secondo incontro gli abbiamo proposto un triennale, ma per 2.500 euro netti il primo anno, 3 mila netti per il secondo e 3.500 il terzo. Lui ci confidò che nel frattempo aveva delle squadre che gli stavano dietro. Gli abbiamo chiesto che, se possibile, sarebbe stata la Samb a trattare con gli eventuali acquirenti».
«Poi sono andato in ferie – continua Molinari – Il 24 aprile mi ha chiamato Regalia, il quale mi ha messo al corrente che c’era in piedi una trattativa con il Bari e che la stava gestendo il cognato di Matarrese, Sgobba. Mi disse che però volevano fare qualcosa per la Samb. Così ho avvertito il presidente, tutto contento, dicendogli che era un “uomo con la camicia”. Credevo di strappare dei vantaggi per la società. Ho telefonato anche a Desideri, riferendogli che ero stato contattato dal Bari e che la cosa stava prendendo una bella piega. Non ho capito che aveva già firmato. Non dico che non me l’abbia detto, ma forse non ci siamo spiegati bene. Ripeto: credo nella sua buonafede, ma io ho agito solo ed esclusivamente nell’interesse della società. Come posso dire al giocatore puoi firmare? Sta al presidente. Che motivo avrei di mentire? Ma soprattutto: se sapevo che avesse già firmato per quale ragione sarei andato a Bari il 27 (venerdì, nda)?».
Molinari nel frattempo arriva in Puglia e si incontra con Sgobba e Regalia. «Mi ha proposto una lista di giocatori da valutare e lo faremo più avanti, visto che i rapporti sono rimasti buoni. Allo stesso Sgobba tra l’altro ho detto se era possibile inserire nel contratto una clausola per la quale se il giocatore fosse andato male sarebbe potuto tornare da noi. Lui mi ha chiesto se il giocatore poteva firmare, io ovviamente gli ho risposto che prima si doveva sentire il presidente. Il Bari ha fatto il furbo? Diciamo che forse Sgobba non ha detto la verità».
Arriviamo al summit di sabato scorso tra Molinari, Desideri e Tormenti. «Di ritorno da Bari – preciso: senza aver fatto nessun accordo con la dirigenza pugliese; siamo solo rimasti che ci saremmo rivisti più avanti per trattare i giocatori proposti – ci siamo visti qui in sede proponendo al giocatore un contratto di 5 anni. L’idea era poi quella di girarlo gratis al Bari. Ma lì ho saputo che era già stato tutto fatto. Credo di aver fatto solo il bene della Samb, se poi mi si vuole accusare di avere intascato i soldi del Bari fate pure (rivolto ai giornalisti, nda). Siete liberi di farlo. Se pensate che racconto le barzellette… Credo di aver fatto un ottimo lavoro assieme al diesse Pavone qui alla Samb, come del resto ho fatto anche nella gestione Gaucci. Se sono da 40 anni nel mondo del calcio è proprio per la mia serietà. Non sarei mai capace di fare certe cose. In questa faccenda sono altre le persone che si sono comportate male, i procuratori per esempio, gente che alla domenica chiede i biglietti gratis per vedere la partita. Se Desideri si fosse fidato di noi avrebbe potuto ricavare ulteriori vantaggi dalla sua cessione».
Infine un battuta sul suo futuro. «Assolverò al mio mandato fino al 30 giugno, poi vediamo. Non ho mai detto di non voler restare, appena mi daranno l’ok per portare avanti il programma della società non ci sono problemi».

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