SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Lo scorso 24 aprile ho firmato un contratto triennale con il Bari. Claudio Molinari lo sapeva, tanto che mi ha dato il beneplacito a nome della Sambenedettese. Ma non ha detto niente al presidente Tormenti».
Così Davide Desideri, messo fuori rosa dalla Samb alla vigilia della partita con l’Avellino, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto in mattinata al Caffè Florian.
SPERO I TIFOSI CAPISCANO «Sono contento che abbiate (rivolto ai giornalisti, nda) risposto al mio invito – ha detto il giocatore – In questi giorni ho letto tante brutte cose sul mio conto, so che i tifosi ce l’hanno con me. Capisco che facciano fatica a comprendermi, perché le loro ragioni sono quelle del cuore, sperano in calciatori attaccati alla maglia, ma un conto è non capire non sapendo i fatti, un altro è farlo venendo a conoscenza di come sono andate le cose. Così magari la gente riuscirà a mettersi nei miei panni. Ho agito nella massima trasparenza e non certo per soldi, quelli li metto al terzo posto. Prima c’è il fatto di poter giocare in serie B, che per un calciatore della mia età (27 anni, nda) non è poco. Si tratta di una grande opportunità».
UN PRIMO INCONTRO CON MOLINARI Desideri comincia a raccontare la sua versione dei fatti, riavvolgendo il nastro di un mese e mezzo.
«Ho avuto un primo incontro con Molinari dopo la partita con la Cavese (del 18 marzo scorso, nda). Il dg mi ha subito fatto un’offerta: un triennale di 20 mila euro lordi per il primo anno, 30 mila lordi per il secondo e 40 mila lordi per il terzo. Gli ho risposto che siccome a 27 anni dovevo pensare al futuro e anche in virtù del fatto che la mia stagione era stata molto positiva, volevo almeno 3 mila euro netti. Molinari mi rispose che ne avrebbe parlato con la società».
SECONDO POUR PARLER All’incontro successivo, avvenuto all’indomani della sfida casalinga contro la Juve Stabia (15 aprile), partecipa anche il presidente Gianni Tormenti.
«Molinari in quella circostanza mi disse che la mia richiesta era equilibrata, anche se la Samb aveva pensato di offrirmi sempre un triennale, ma per 2.500 euro netti il primo anno, 3 mila netti per il secondo e 3.500 il terzo. Ho replicato che per un’altra C, come poi dichiarai qualche giorno dopo ai giornalisti, sarei rimasto a San Benedetto senza problemi, ma nel frattempo di erano fatte sotto squadre di categoria superiore, che avevano mostrato un forte interesse nei miei confronti: il Bari, il Lecce, il Mantova e il Verona. Molinari mi disse che se ero riconoscente alla Samb, per quello che aveva fatto nei miei confronti, dovevo firmare subito il contratto e poi eventualmente trattare con altre società. Io non ho voluto, sapevo di essere in scadenza, quindi non ho ritenuto opportuno tirarmi la zappa sui piedi».
LA FIRMA CON IL BARI Arriviamo al 24 aprile. Nel pomeriggio Desideri si incontra con un dirigente del Bari. In mattinata aveva parlato coi giornalisti (cliccate QUI), confermando che sulle sue tracce ci sono società di categoria superiore.
«Parlai con un emissario barese in un luogo vicino a San Benedetto. Firmai un accordo preliminare (triennale), ma prima di apporre la mia firma su un contratto federale volevo sentire la Samb e soprattutto mi interessava che la società non ci perdesse in questa storia. Il dirigente chiamò un altro dirigente che stava in Puglia, il quale si mise in contatto con Molinari. Io provai a mettermi in contatto con il presidente Tormenti, ma non ci parlai, non rispose al telefono. A quel punto chiamai Molinari, il quale mi disse di essere d’accordo con il Bari per un eventuale scambio di giocatori e che si sarebbe preoccupato di informare il presidente. Domandai: “Posso firmare allora, ho il vostro beneplacito?” Mi rispose di sì. Che cosa avrei fatto se mi avesse detto il contrario? Avrei aspettato».
TORMENTI NON NE SA NULLA Alla ripresa degli allenamenti, il giovedì successivo, Desideri si apparta con Tormenti. «Gli chiesi se il direttore lo avesse messo al corrente della situazione, ma lui mi fece capire di essere all’oscuro di tutto. Non mi ricordo di preciso cosa mi rispose, ma il succo fu quello. Che feci io? Lasciai le cose come stavano, anche se ero perplesso».
L’ULTIMO INCONTRO CON LA SAMB Manca un ultimo capitolo in quella che davvero pare presentare i contorni di una telenovela: l’incontro, un terzo, con la Samb, il sabato precedente la gara interna con l’Avellino. Presenti Desideri, Tormenti e Molinari.
«Premetto che la cosa mi sembrò molto strana: prima della partita non era mai successo una cosa del genere. Molinari mi disse che avevano pensato di propormi un contratto di 5 anni, come se nulla fosse. Gli chiesi perché non avesse detto niente al presidente. Avrei potuto far finta di niente, ma dissi la verità, agii nella massima trasparenza come mio solito. Lui mi rispose che credeva fossimo ancora in trattativa con il Bari. Tormenti mi strinse la mano, ma ci rimase molto male, lo vidi. Il resto lo sapete: mi hanno messo fuori rosa e mi dispiace, perché ci terrei a dare il mio contributo fino alla fine. Vorrei allenarmi coi miei compagni, dare ancora qualcosa a questa città, a questa società e ai tifosi, a tutti: la Samb mi resterà nel cuore, sono consapevole che debbo esserle riconoscente per quello che ha fatto per me».
Questa la versione di Desideri. Ora sta alla società replicare. L’unico fatto certo per ora è che alla conferenza stampa tenuta dal giocatore non erano presenti né il dg Molinari, né il patron Tormenti.

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