MARTINSICURO – Giorni e giorni di balletti e trattative hanno prodotto ben sei candidati sindaco con altrettante liste di candidati al nuovo Consiglio comunale che sarà eletto il 27 e 28 maggio prossimi.

Fosse dipeso dagli interessati, e non dal calendario che non ammette deroghe, le elezioni sarebbe state pure rinviate. In teoria: perché Martinsicuro ha ormai più di 15 mila abitanti e dovrebbe votare con doppio turno e ballottaggio. In pratica: perché da nessuna parte si sono raggiunti accordi chiari e precisi.

Alla fine, obtorto collo, le sei liste si sono posizionate in modo – in apparenza – salomonico: due di centrodestra (In Comune con Abramo Di Salvatore e Democrazia Cristiana); due di centrosinistra (Unione Democratica per Martinsicuro e Villarosa e Il tuo domani: uniti nel cambiamento); due di «associazioni civiche apartitiche» (Forza Sicura e Città futura).

Il colpo di scena più eclatante è sicuramente quello dell’Unione Democratica: dalla candidatura a sindaco di Gabriele Rapali considerata «certa» per un centrosinistra unito, a quella “storica” di Ignazio Caputi, già primo cittadino dal 1993 al 1997, che ci ha detto: «Vogliamo portare a termine quello che è stato avviato con l’amministrazione uscente, con cui vogliamo avere continuità politica e ideale».

L’altra lista di centrosinistra è guidata invece da Mauro Paci, già leader di Sinistra Indipendente che tanto filo da torcere ha dato alla giunta Maloni e che ora è alla testa dei tanti “dissidenti” locali del centro e della sinistra.

Nel centrodestra è l’avvocato Abramo Di Salvatore di Forza Italia a guidare l’omonima lista unitaria mentre Angelo Moscardelli guida i seguaci di Gianfranco Rotondi.

I gruppi civici “novità” sono guidati rispettivamente dall’ex consigliere comunale Paolo Camaioni e da Emiliano De Mattheis, che definisce la sua Forza Sicura «aggregazione spontanea di un gruppo di giovani fuori da potere e da poltrone».

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