CUPRA MARITTIMA – «L’armonia che c’è tra gli aderenti dell’Acot è veramente encomiabile: credo che sia un caso raro per un’associazione trovare tanto accordo fra gli aderentiı»: così Giuseppe Mascaretti, presidente dell’Associazione Cuprense degli Operatori Turistici da dodici anni, sintetizza il senso di cooperazione tra gli imprenditori del turismo che fanno riferimento a Cupra Marittima.
«Ma attenzione, tra i nostri ventisei associati non ci sono soltanto cuprensi» ci tiene a precisare Mascaretti, che, prima di intraprendere l’attività turistica, ha avuto modo di vedere il mondo, lavorando sulle imbarcazioni. «Abbiamo associati anche a San Benedetto, Grottammare, Massignano, Campofilone, Ripatransone, e uno persino a Passo di Treia».
Qual è il ruolo dell’Acot e come siete organizzati?
«Oltre a me, è da elogiare anche il lavoro del vicepresidente Alberto Ricci del camping “Calypso”, e Meri De Carolis, la nostra segretaria, del camping Verde Cupra. La peculiarità della nostra associazione è quella di non fare soltanto accoglienza, ma anche promozione, lavorando di comune accordo. E i risultati che stiamo ottenendo sono buoni. Inoltre non abbiamo mai avuto problemi di carattere economico».
Cosa intende?

«Abbiamo la fortuna di accordarci facilmente, tra noi associati, e quindi la nostra gestione è semplice e riusciamo a non eccedere nelle spese, facendo promozione mirata».
In cosa consiste la vostra promozione e quanto spendete?
«Produciamo un catalogo ricco e variegato, non solo su Cupra ma anche sul territorio circostante, con uno spazio pubblicitario per ogni associato. Spendiamo ogni anno 75 mila euro. Ci tengo a precisare che questo nostro investimento non è un beneficio solo nostro, ma poi ricade anche su tutta la città e, di conseguenza, anche su Grottammare e San Benedetto. Non tutti apprezzano questo sforzo, ritendendo che il turismo sia soltanto un beneficio per noi albergatori, mentre lo è per tutti».
Quali sono i rapporti tra l’Acot e il Comune di Cupra?
«Direi abbastanza buoni. L’amministrazione comunale ci aiuta con un contributo e inoltre ci ripartiamo i compiti: noi curiamo la promozione mentre il Comune, attraverso la Pro Loco, si interessa dell’accoglienza».
Siamo alla vigilia di una nuova stagione balneare. Quali sono le vostre aspettative, alla luce dell’andamento turistico degli ultimi anni?
«In queste ultime stagioni, nonostante la negativa situazione a livello nazionale, possiamo dirci soddisfatti: qui a Cupra siamo riusciti a mantenere un afflusso turistico costante, senza risentire di alcun calo, pur senza incrementi sostanziosi. Certo, notiamo che le famiglie che vengono in vacanza, al contrario di qualche hanno fa, si preoccupano di non incorrere in spese eccessive».
Ci può fare un ritratto del turista che sceglie Cupra per le sue vacanze?
«Si tratta di turisti che prediligono una zona tranquilla e scelgono la nostra riviera soprattutto per riposare. Io definisco Cupra come una “periferia tranquilla di un grande centro”, che naturalmente è San Benedetto. Chi vuole si può spostare di pochi chilometri e trovare il massimo divertimento, per poi, magari, tornare da noi e ritrovare la tranquillità cercata. Così, in effetti, fanno in molti».
A Grottammare ci stiamo occupando del problema del rumore causato dalle feste negli chalet. Ci sono problemi analoghi a Cupra?
«No, assolutamente. Crediamo ad ogni modo che le feste nella spiaggia possano essere fatte ma fino ad una certa ora, perché poi i ragazzi che vogliono divertirsi possono andare in discoteca».
Che tipo di rapporto instaurate con la vostra clientela?
«Chi viene a Cupra, ma in generale nella nostra Riviera, chiede soprattutto serenità. Buoni servizi, certo, ma soprattutto una cucina tipica e genuina, l’instaurazione di un rapporto fraterno. Insomma, un ambiente familiare dove potersi rilassare piuttosto che affidarsi a cose sofisticate».
Il vicesindaco Aurelio Ricci ha recentemente parlato di molte novità che interesseranno Cupra nei prossimi mesi. E in particolare ha promesso un nuovo lungomare nel 2008.
«Noi abbiamo chiesto di aiutare il turismo senza sconvolgere il paese, perché Cupra è apprezzata per la sua tranquillità. Certo sarà necessario migliorare il lungomare, ma chiediamo anche di aprire qualche sottopasso di accesso: non oso immaginare cosa può accadere nel malaugurato caso sia necessario sfollare la spiaggia in un orario di punta. Siamo contenti anche di quanto si sta facendo per il vecchio incasato di Marano, che sta tornando ad essere il fiore all’occhiello di questa città, e che viene sempre più visitato dai nostri clienti».
Veniamo ad un argomento sempre di attualità. Come sono, al momento, i rapporti tra voi dell’Acot e il Consorzio Turistico Riviera delle Palme?
«Diciamo che siamo in una fase di stasi. Noi siamo usciti momentaneamente perché abbiamo ritenuto che non ci fossero i presupposti per continuare una adeguata promozione turistica. Se però tutto tornasse a posto, saremmo disposti a rientrare. Non capisco, però, alcune scelte del Consorzio: la scorsa settimana è stato annunciato l’ingresso nel Consorzio di quattro soci (Fortek Srl, Arcimboldi Vini Srl, Whiff Club e Attiva Srl, ndr) ma non si riesce a capire quale possa essere il ruolo di questi soci per la promozione della Riviera. Invece di cercare di recuperare un comune come Cupra o operatori turistici importanti come noi o l’associazione di Grottammare, entrano figure che poco o nulla c’entrano con la promozione turistica».

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