SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per più di un tempo è sembrato di assistere alla trama di un film più che scontata: l’Avellino alla ricerca di un gol che presto o tardi sarebbe arrivato e la Samb a limitare i danni.
Ancora: i tifosi giunti dall’Irpinia – oltre 1.500, tra tribuna e Curva Sud – a ribaltare il fattore campo, quelli della Samb, in sostanza appagati (anche se non del tutto) da una salvezza acquisita da un paio di domeniche, alla ricerca degli ultimi spiccioli di adrenalina.
Così per 70 minuti. Le motivazioni insomma, in campo e sugli spalti, erano troppo differenti. L’Avellino e i suoi tifosi rincorrevano il primo posto detenuto dal Ravenna, la Samb e il suo pubblico volevano solo riscattare la figuraccia di Martina Franca. Ottimi peraltro i rapporti tra le due tifoserie, legate, a livello ultras, da stima reciproca.
Dopo il rigore fallito dall’avellinese Grieco però, al 32’ della ripresa, gli animi si sono riscaldati: in tribuna, dove sedevano numerosi sostenitori ospiti, si sono accesi a più riprese dei parapiglia tra le due fazioni. Il gol di Simonetta ha reso ancora più difficile la situazione. Vanno infatti registrati i tentativi di aggressione alle mogli di Biancolino – anche il capocannoniere del girone, squalificato, aveva presto posto in tribuna – e del consigliere del club campano Angelo Lanzetta. L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato il peggio. Il bilancio? Un tifoso biancoverde è stato portato via.
Quanto al tifo dopo l’1-0 Curva Sud ammutolita e tutto il Riviera a dare man forte alla Nord. E’ finita in un tripudio rossoblu.

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