SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Simone Cristicchi, il vincitore dell’ultimo festival di Sanremo, è un artista poliedrico, che trasuda umanità in ogni gesto che compie. Non solo cantautore, ma anche scrittore e promotore di un video-documentario nel quale porta alla luce un tema sociale troppo spesso dimenticato, quello delle persone con disagi mentali.

Sabato 28 aprile Cristicchi è arrivato a San Benedetto del Tronto per presentare il suo “Centro di igiene mentale Tour“, costituito non solo dal classico concerto musicale, (svolto alle ore 21,30 al Palacongressi), ma anche dalla presentazione del film-documentario “Dall’altra parte del cancello” e dal libro “Centro di igiene mentale – un cantastorie tra i matti“. La presentazione delle due opere è avvenuta presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale. Argomento conduttore è stato quello del disagio mentale e i diversi atteggiamenti con cui ci si pone nell’affrontare il problema. Cristicchi, nel video, fotografa quella che è stata la dura realtà degli istituti di cura per malati mentali, più comunemente conosciuti come manicomi, dagli inizi del secolo fino alla fine degli anni 70, quando grazie alla legge 180 del 1978 se ne stabilì la chiusura, in quanto vennero considerati come delle vere e proprie prigioni.

Vengono riportate testimonianze di ex infermieri, medici, assistenti che raccontano le dure condizioni di reclusione in cui vivevano i pazienti, condizioni spesso paragonate a quelle dei campi di concentramento nazista. Ad integrare il racconto i commenti di molti artisti, tra cui Ascanio Celestini, Samuele Bersani, Caparezza, Niccolò Fabi e Pier Cortese. A impreziosire tutto, una breve ma folgorante intervista alla grande poetessa Alda Merini.

Nei suoi incontri, Cristicchi cerca e trova la poesia di volti indimenticabili, segnati da ricordi dolorosi ma ancora capaci di conservare una loro altissima dignità. In questo mare di storie raccontate da chi ha vissuto direttamente la terribile esperienza dei manicomi, vengono così via via demoliti quei facili stereotipi che vorrebbero segnare una netta linea di confine tra i cosiddetti “sani” ed i “matti”.

Il libro, invece, è la sintesi del materiale che il cantante ha raccolto nel corso degli anni attraverso le sue esperienze di volontariato nei centri diurni di igiene mentale: una parte dedicata alla descrizione di varie persone in cura, alle cui stranezze della mente si unisce una intensa carica di sensibilità e umanità, e una parte costituita da una raccolta di lettere scritte nel corso degli anni dai pazienti del manicomio di Volterra, le quali non venivano mai spedite ai destinatari, ma allegate alle cartelle cliniche dei pazienti stessi.

Cristicchi ha avuto modo di conoscere la realtà dei centri di igiene mentale andando a trovare un suo caro amico in cura presso un istituto di Roma. «E’ stato proprio in queste occasioni – ha dichiarato il cantautore – che ho avuto modo di entrare in contatto con un mondo a me sconosciuto, che a tratti mi spaventava, ma che mi ha restituito molto in termini di umanità e di esperienza personale. Per circa un anno e mezzo ho fatto del volontariato in diversi istituti, e ho avuto modo di trovare al loro interno tanti amici e provare emozioni forti e straordinarie.

Sono già due anni che porto avanti questo progetto, presentato anche nei miei vari concerti in giro per l’Italia. La vittoria a Sanremo ha solo contribuito a dargli una maggiore risonanza mediatica. Quest’anno – prosegue – non pensavo proprio di andare al festival. Quando i discografici mi hanno chiesto di scrivere una canzone e di partecipare, ho deciso di portare sul palco questa tematica che mi sta tanto a cuore, anche a costo di arrivare ultimo». I fatti però gli hanno dato torto. La canzone è piaciuta molto non solo alla critica, ma anche al grande pubblico, e lo ha decretato vincitore.

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