ASCOLI PICENO – «Dopo quasi due anni di lavoro, grazie all’impegno costante, appassionato, indefesso del sindaco Agostini, si era finalmente riusciti a trovare una soluzione utilizzando un terreno di proprietà del demanio regionale in località Campolungo di Ascoli».
Lo afferma l’assessore regionale ai servizi sociali Marco Amagliani, nel corso della conferenza stampa svoltasi il 26 aprile presso la sede della Provincia di Ascoli.
Amagliani ha definito l’autista del furgone un «imbecille delinquente che ha tolto dal mondo quattro giovani vite della stessa età dei miei figli, ma un imbecille come purtroppo ce ne sono tanti. Quella persona dovrà rispondere dinanzi alla legge del crimine commesso, ma allo stesso modo mi auguro che si individuino al più presto coloro che ieri sera hanno incendiato il campo: non possiamo accettare le vendette sommarie né tantomeno che ci si abbandoni a furie iconoclaste e razziste». L’episodio di cronaca, secondo l’assessore regionale, andrebbe tenuto separato dalla questione dei Rom nel Piceno. «Alcune settimane fa ho visitato il campo – ha detto Amagliani – e ho visto una situazione, soprattutto quella dei bambini, oltre i limiti della civiltà. Avevamo anche reperito i finanziamenti per la sistemazione della comunità a Campolungo: le persone avrebbero abitato in moduli del tipo usato per i terremotati e avrebbero pagato un equo corrispettivo. La tragedia ha impedito che l’operazione si potesse concretizzare. Ora mi chiedo dove sono quelle persone e soprattutto quei bambini – ha detto ancora Amagliani – che, lo ricordo, sono iscritti nell’anagrafe di Appignano».

Il primo cittadino di Appignano, visibilmente provata, ha affermato: «Parlo solo ora perché non era giusto farlo in ore tanto drammatiche per i miei concittadini. Va ricordato che fu il Comune di Ascoli nel 1996, con atto d’imperio, a sistemare il primo nucleo di Rom in quell’immobile di sua proprietà nel nostro territorio comunale: l’allora sindaco Allevi disse che sarebbe stata una soluzione temporanea. Il centrosinistra perse le elezioni e arrivò l’Amministrazione Celani con la quale ho trovato grandi difficoltà ad instaurare un dialogo. Gli incontri che si sono succeduti in questi mesi sono avvenuti solo tramite il Prefetto, ma anche in quei casi ho trovato sempre grande resistenza».
«Dinanzi all’assenza di proposte alternative – prosegue il sindaco Agostini- con la Regione e la Provincia abbiamo individuato la soluzione di Campolungo, abbiamo superato con un progetto apposito le giuste obiezioni sia relativamente alle condizioni di sicurezza del sito sia quelle del presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia (Atc) che aveva già avuto l’area in concessione dalla Regione. A marzo era pronto il progetto esecutivo che divideva separatamente l’area per l’Atc da quella per i nomadi, addirittura con due strade di accesso autonome grazie alla disponibilità del privato proprietario. Sempre a marzo erano già stati presi i contatti con Enel e Ciip per gli allacci di acqua e luce. Il 19 marzo – conclude il sindaco Agostini – riuscii a parlare in circostanze fortunose con il sindaco Celani comunicandogli che eravamo pronti a riportare la proposta al tavolo appositamente costituitosi in Prefettura. Il sindaco mi rispose che aveva bisogno di un mese di tempo per valutare l’ipotesi. L’incidente di lunedì è arrivato prima».
Il presidente della Provincia Massimo Rossi ha chiesto a tutti di non strumentalizzare una vicenda tanto dolorosa che è frutto di un comportamento sciagurato di una persona in quanto tale, non di uno “zingaro”. E ha invitato a riflettere sulle conseguenze di parole fuori posto o di titoli eccessivamente gridati.
Alla conferenza stampa era presente anche il sindaco di Offida Lucio D’Angelo in rappresentanza dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto.

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