SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il rinnovo del consiglio di amministrazione della Start e i suoi risvolti politici scatenano le critiche del centrodestra verso l’operato del centrosinistra piceno, in particolare del sindaco Giovanni Gaspari.
Le nomine in seno all’azienda di trasporto pubblico hanno avuto retroscena politici non semplici. Tra gli amministratori del centrosinistra, solo il sindaco di Monteprandone e il presidente della Provincia Rossi hanno partecipato all’assemblea dei soci da cui è scaturita la presidenza del Repubblicano Europeo Arrigo Silvestri.
«Dopo sei mesi di enunciazioni e di rivendicazioni – commentano Luigi Cava e Pasqualino Piunti – Gaspari non partecipa all’assemblea dei soci della Start e non manda suoi delegati, impegnati nell’ennesima conferenza stampa sulle chiusure del traffico. Chiediamo a gran voce che riferisca in Consiglio comunale su una penalizzazione di fatto inaccettabile per San Benedetto. Siamo stanchi –aggiungono gli esponenti di An – di enunciazioni vuote a cui immancabilmente seguono magre figure».
Il segretario provinciale dei Ds Mauro Gionni ha manifestato sulla stampa il suo disappunto riguardo al metodo di scelta che nelle nomine per gli enti di secondo grado antepone nomi e colori politici ai contenuti veri. Per Piunti si tratta di qualcosa di simile all’apologo della volpe e dell’uva.
Se possibile ancora più dure sono le parole del sindaco di Ascoli Piero Celani.
«Sul rinnovo del consiglio di amministrazione della Start il centrosinistra, lacerato al suo interno per la spartizione delle poltrone, ha dimostrato tutta la sua vera natura. Ricordo – afferma Celani – che il sindaco di San Benedetto Gaspari, appena insediatosi, annunciò che occorreva cambiare quei consigli di amministrazione delle società partecipate dove il centrosinistra era diventato maggioranza. In particolare diceva che era improcrastinabile la sostituzione dei membri del Cda della Start perché si doveva insediare un consiglio efficiente ed efficace e non spendaccione e insufficiente come quello che c’era. Ho sempre ritenuto invece che per il centrosinistra era un problema di poltrone. E il tempo è stato galantuomo».
Celani poi racconta la sua versione sull’andamento dell’assemblea dei soci della Start: «In un clima surreale i rappresentanti del centrosinistra hanno dato vita a un teatrino davvero singolare. Assente il sindaco di San Benedetto, che ha cercato di rinviare l’assemblea – secondo Celani forse per il fatto di non aver raggiunto un accordo preliminare – i locali della presidenza della provincia hanno visto un ribollire di incontri, un andirivieni di rappresentanti del centrosinistra che cercavano evidentemente un accordo. L’ ufficio del presidente Rossi – continua il sindaco di Ascoli – era un via vai continuo di chi chiedeva un rinvio e di chi voleva andare avanti. Ho assistito sbigottito a questa “movimentata” riunione, molto deprimente per i valori della politica e per il senso delle istituzioni».

Il segretario dei Ds Mauro Gionni, secondo Celani, avrebbe onestamente riconosciuto che si trattava di una «bassa operazione di spartizione di poltrone, senza alcuno spazio per la ricerca di contenuti e di valori condivisi».
«E pensare – continua l’intervento del sindaco Celani – che per Gaspari il centrosinistra era apportatore di efficienza e per questo occorreva cambiare il consiglio di amministrazione della Start. Evidentemente non era un problema di efficienza ma solo di potere; un problema di spartizione delle poltrone che un centrosinistra pasticcione non è stato nemmeno in grado di fare in maniera efficiente, diviso com’è da mille rivalità interne».

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