SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nei giorni scorsi il sindaco Gaspari ha ricevuto una delegazione dei concessionari di spiaggia della Fiba Confesercenti per fare il punto sull’attuale complessa situazione al momento dell’apertura degli chalet.

Oltre al sindaco erano presenti l’assessore Mozzoni, l’architetto Zazio, l’ing. Polidori, l’Architetto Cicchi ed il geom. Ciarrocchi.

Per la Fiba Confesercenti hanno partecipato il segretario Confesercenti, Paolo Perazzoli, il presidente Raimondo Fiorelli, il segretario Roberto Sestri, per un incontro già richiesto da Confesercenti per una verifica che aveva, come scopo primario, la valutazione tecnica delle eventuali modifiche al piano di spiaggia.

L’occasione è stata propizia per presentare, in sede tecnica, alcune ipotesi di modifiche, giudicate abbastanza ragionevoli e di possibile attuazione. Affrontata anche la questione delle ordinanze sugli abusi: la Fiba apprezza ha apprezzato i toni moderati emersi in seguito ai provvedimenti di demolizione, auspicando che le situazioni non in regola vengano ripristinate a partire dal prossimo ottobre.

«Resta comunque necessario – ha ribadito la Fiba Confesercenti – arrivare a modifiche dell’attuale situazione, utilizzando strutture temporanee e stagionali facilmente smontabili a fine stagione, proprio per dare più servizi ai turisti, nel rispetto dell’ambiente e della qualità».

La delegazione della Fiba Confesercenti ha poi invitato il sindaco a completare la progettazione di tutto il lungomare, proponendo di affidare un incarico per un progetto sul lato Nord, senza ricorrere a tasse specifiche, ma attingendo al ricavato dei parcheggi a pagamento sul lungomare stesso.

Da parte sua, Gaspari ha assicurato che non appena approvato il Piano Direttore da parte del Consiglio Comunale, saranno affrontati anche i problemi emersi nell’incontro,  presumibilmente prima di ottobre.

«La strada da perseguire – ha spiegato Gaspari – è quella di autorizzare operazioni limitate negli spazi e di natura temporanea,  quale forma di sperimentazione. Solo dopo questa fase si potrà considerare la possibilità di rendere permanenti alcune modifiche comunque di scarso impatto».

 

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