CHISINAU – Una missione imprenditoriale italiana è stata avviata mercoledì 18 aprile in Moldavia dall’Ice, l’Istituto nazionale per il Commercio estero. L’obiettivo è quello di promuovere la collaborazione commerciale e industriale tra aziende italiane e moldave nel settore dell’agroindustria.

Il programma dell’iniziativa si articola in due giornate e prevede un Business Forum – al quale ha preso parte anche il sottosegretario moldavo al Commercio internazionale, Milos Budin – incentrato sulle opportunità di affari e di collaborazione industriale offerte dal Paese, una sessione di incontri bilaterali “personalizzati” tra imprese italiane e moldave, organizzati dall’Ice per ciascun partecipante, oltre a un programma di visite aziendali sul territorio.

La Moldavia (o Moldova) è un piccolo Stato dell’Europa orientale racchiuso tra la Romania e l’Ucraina. Ha circa 4.300.000 abitanti di cui circa un milione vive all’estero. Già Repubblica socialista facente parte dell’Unione Sovietica, è indipendente dal 1991. La capitale è la città di Chişinău (717.900 abitanti nel 2006).

All’iniziativa sono presenti oltre 30 aziende italiane, operanti nei vari comparti della filiera agroindustriale, fra cui, in particolare, macchine agricole, fertilizzanti minerali, coadiuvanti e attrezzature per l’industria enologica, vitivinicoltura, preparazioni e conserve alimentari, industria casearia, filiera cerealicola.

I partecipanti moldavi al seminario giovedì 18 aprile sono stati oltre trecento, mentre l’Ice ha organizzato un totale di 400 incontri bilaterali tra aziende.

Dati che dimostrano l’interesse suscitato nel mondo imprenditoriale italiano da un Paese come la Moldova che – nonostante le sue ridotte dimensioni economiche – offre interessanti opportunità di collaborazione industriale, in particolare nel settore dell’agroindustria. La Repubblica Moldova ha infatti una spiccata vocazione agro-industriale, con oltre la metà del territorio occupato da terreni agricoli, condizioni naturali favorevoli allo sviluppo del settore e più del 43% della popolazione attiva operante nella filiera agro-industriale. Il comparto – che contribuisce alla formazione del Pil per oltre il 20% e rappresenta il 50% del totale delle esportazioni nazionali – è tra le aree di intervento prioritarie e strategiche del governo moldavo. Le aziende che vi operano costituiscono il nucleo dell’economia del Paese. In questo scenario, i settori più promettenti sono la viti-vinicoltura e l’orto-frutticoltura. Il 2,3%, 166 mila ettari, di tutte le piantagioni di vitigni del mondo si trova infatti in Moldova.

Il volume delle esportazioni, destinate per la maggior parte ai paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), ma negli ultimi anni, anche grazie ad un miglioramento della qualità, in espansione verso occidente (Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna ed Europa dell’Est) aumenta ogni anno del 15%. Buon produttore di tabacco, barbabietole e girasole, il Paese presenta ottime opportunità nel settore ortofrutticolo, il cui sviluppo è altamente condizionato dalla necessità di investimenti sia nella produzione che nello stoccaggio, trasformazione ed imballaggio. L’attuale situazione nel settore zootecnico, dominato dall’allevamento di suini, ovini e pollame, è fortemente influenzato dalla predominanza di aziende private individuali, che controllano l’89% della produzione di carne, il 96% del latte ed il 63% delle uova.

L’orientamento agrario dell’economia moldova si riflette nella posizione dominante dell’industria alimentare, articolata in 15 settori, tra i quali i più importanti sono le produzioni di vino, olio, conserve, latte e derivati, zucchero, pane e prodotti da forno, carne. La dinamica di crescita registrata negli ultimi anni (media oscillante fra il 6 e il 7% annuo) ha inoltre favorito la presenza sul mercato di investitori esteri, che hanno individuato nella Repubblica di Moldavia una destinazione interessante per le proprie attività, nonostante l’esistenza di alcuni ostacoli ancora non rimossi dalla legislazione locale.

La Moldavia presenta pertanto valide opportunità di affari per le aziende italiane operanti nella filiera agro-alimentare, considerati anche i vantaggi comparati che può offrire nella de-localizzazione produttiva: basso costo dei fattori di produzione (terra e manodopera relativamente qualificata), legislazione favorevole all’attrazione degli investimenti e mercato emergente con proiezione verso i Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti.

Attualmente l’Italia rappresenta il secondo partner commerciale della Moldavia (dopo la Russia) con un volume di esportazioni che nel 2006 ha superato i 150 milioni di euro, con una variazione percentuale del 24,85% rispetto al 2005. In linea con le esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane, l’Ice ha annunciato di voler aprire a breve una nuova sede a Chisinau.

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