SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Via Bastioni è stata messa in sicurezza e riaperta al traffico di persone e automezzi. La via del Paese Alto di San Benedetto aveva subito dapprima uno smottamento della superficie stradale mentre nel giugno 2006 si era verificato il crollo del muro parallelo alla strada sul suo lato est.
Il muro è stato ricostruito ex novo in mattoni e per la messa in sicurezza di via Bastioni è stato scelto un sistema di pali sotterranei, collegati con un cordolo a cui sono stati applicati dei tiranti in acciaio per l’ancoraggio sotterraneo alla collina del Paese Alto. L’ingegner Mario Laureati del Comune spiega che con questo sistema il muro est di via Bastioni diventa un muro “attivo”, che contribuisce a evitare gli smottamenti compattando anche il muro più antico di fronte.
Nel futuro di via Bastioni e di tutto il Paese Alto ci potrebbe essere la chiusura del traffico veicolare per i non residenti. Se ne parla da tempo ma nessuno finora ha concretizzato l’intenzione. Il peso dei veicoli infatti è fattore di ulteriore instabilità di una sede stradale soggetta a dissesto idrogeologico in virtù della presenza di grotte sotterranee e di infiltrazioni fognarie.
Nel 2001 si ebbero i primi segni di cedimento dell’asfalto in via Bastioni. Poi, per carenza di fondi, fino al 2005 la faccenda è stata trascurata dal Comune, che si è limitato a una serie di monitoraggi che hanno escluso perdite nelle condotte fognarie.
Dopo il cedimento della sede stradale, gli operai del Comune hanno proceduto a puntellare il terreno nel giardino della casa confinante con il muro est. Sono state fatte indagini geologiche e si era iniziato un lavoro di drenaggio della falda acquifera.
Mentre erano in corsi questi lavori, il 6 giugno del 2006 è avvenuto il crollo del muro, per fortuna senza danni per le persone e per le cose. Ma gli operai erano sul posto fino a poche ore prima.
Il 7 giugno si stanziano i primi 100 mila euro per la messa in sicurezza d’urgenza. I costi finali sono poi lievitati a 270 mila perché, come spiega l’ingegner Laureati, la prima valutazione dei costi è stata fatta “a braccio” in un cantiere con le ruspe ancora in azione. Poi i sondaggi ulteriori e le perizie geologiche hanno rilevato la necessità di spese ulteriori.

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