MONTEPRANDONE – Questa la seconda parte dell’intervista a Orlando Ruggieri.

«Sono favorevole alla nascita del Partito Democratico ma non mi affascina il modo in cui viene proposto all’opinione pubblica. Non deve essere un discorso imposto dai vertici: non è possibile subire le scelte fatte a Roma da Fassino, Rutelli e Prodi perché si corre il rischio che queste scelte non paghino. La spinta importante deve venire dalla base e solo così si potrà costruire un soggetto politico importante come avvenuto con le primarie fatte per le ultime elezioni politiche. Poi bisogna anche ragionare sulla funzione del Partito Democratico in questo contesto elettorale».
Traduciamo: senza maggioritario non ha senso unire le forze?
«Dobbiamo chiedercelo: il Partito Democratico va bene per il sistema elettorale maggioritario, o per quello proporzionale? A mio giudizio il Partito Democratico è ideale per il sistema maggioritario. Altrimenti a cosa serve un grande partito dal 30% di consensi in un sistema proporzionale dove anche un piccolo partito può essere l’ago della bilancia?»
Come giudica l’operato della Giunta Menzietti?

«Sta proseguendo il cammino amministrativo da me avviato, e non posso che esserne felice. Vedo che ha raggiunto obiettivi molto importanti come la realizzazione della nuova piazza dell’Unità, dei nuovi uffici della delegazione comunale a Centobuchi. Inoltre stanno iniziando i lavori della Casa di Riposo Anziani grazie al lascito di padre Alfredo Pacetti. È un’amministrazione che punta molto sul sociale e confido molto nel lavoro degli assessori in questo senso».
Per qualcuno, però, Monteprandone e Centobuchi restano realtà periferiche.
«Non sono d’accordo con chi dice che Monteprandone è una città dormitorio; abbiamo una zona industriale di tutto rispetto e un centro storico che non ha nulla da invidiare agli altri borghi medievali della Vallata al quale sarebbe necessario dare maggiore visibilità».
Lei ha seguito per cinque anni, la politica “romana”, essendo stato deputato. Qual è il suo bilancio?
«Forse ho commesso un errore: sono stato molto presente durante tutti i lavori parlamentari. Ero tra i dieci deputati più presenti, ad esempio, durante le votazioni alla Camera. Questo, in qualche modo, ha rischiato di allontanarmi dal territorio di riferimento, che, nel mio caso, inoltre, era costituito dal collegio di Ascoli. Certamente, essendo un deputato della minoranza, non avevo la possibilità di incidere come avrei voluto per dirottare finanziamenti, cosa più facile per un politico di maggioranza. Ad ogni modo per me si è trattata di una bellissima esperienza, anche perché, essendo avvocato, ho potuto partecipare alla formazione di tante leggi, capaci poi di incidere poi nella vita dei cittadini».
Come poter giudicare, oggigiorno, i politici? Forse neanche il “termometro” elettorale è più in grado di valutare la statura di un amministratore…
«Il buon politico si riconosce da come si rapporta con la gente; un politico scelto dalle oligarchie di partito rappresenta invece un politico “dimezzato”. L’esperienza di sindaco mi ha formato molto perché ho avuto modo di capire gli errori commessi e valutare quotidianamente il consenso. Un politico si deve rapportare con la gente e non arroccarsi nel Palazzo».
Torniamo a dare dei brevi giudizi su alcuni suoi colleghi. Iniziamo da Paolo Perazzoli, che è stato sindaco di San Benedetto quando lei lo era a Monteprandone.
«La prima parte del suo mandato, dal 1993 al 1997, è stata molto positiva, mentre verso la fine alcune decisioni prese lo hanno penalizzato, anche se a mio giudizio è stato uno dei migliori sindaci di San Benedetto per la capacità di imprimere una svolta».
Veniamo ora all’attuale sindaco, Giovanni Gaspari.
«Il giudizio verso di lui è influenzato dall’amicizia che ci lega da quando eravamo ragazzi. Avrebbe potuto dare l’impressione di essere una persona legata a lobby di potere, invece la ritengo una persona libera che saprà ben amministrare la città».
Per par condicio, cosa ne pensa del senatore Udc Amedeo Ciccanti?
«Credo che sia il politico più preparato del centrodestra piceno. A volte tende a strafare, ad essere pedagogico ma a parte questo aspetto caratteriale penso che si sappia muovere e far sentire la sua presenza sul territorio come pochi altri».
Attualmente Luciano Agostini è ai vertici del centrosinistra regionale.
«È un personaggio concreto; anche lui come me si è formato come sindaco, nel suo caso ad Offida. Lo ritengo tra i miigliori rappresentanti della coalizione e lo invidio anche un po’, perché ad Offida hanno la capacità di creare situazioni politiche che precorrono i tempi».

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