SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Parco Marino del Piceno, siamo all’ultimo passo del lungo iter di costituzione. L’area marina protetta da Porto Sant’Elpidio ad Alba Adriatica ha una perimetrazione ben definita. Il ministero dell’Ambiente ha presentato la divisione delle diverse zone marine in base al grado di tutela e al tipo di attività consentite. Il 17 aprile si è tenuto un incontro a Roma fra il ministero e i rappresentanti di tutti gli enti locali.
I Comuni coinvolti, la Provincia di Ascoli e la Provincia di Teramo ora potranno presentare ulteriori osservazioni in merito alla proposta ministeriale. Per San Benedetto e Grottammare non c’è nessun tipo di problema: non ci saranno contestazioni di sorta.
Dichiara l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci: «Si tratta di un ottimo compromesso. Ora i vari enti locali potranno decidere se approvare la perimetrazione con un atto di giunta o un atto di Consiglio comunale. Noi siamo orientati all’atto di Consiglio, per dare più forza e visibilità a un passo per noi storico». Sullo stesso tenore il sindaco Gaspari: «Si tratta di un’opportunità straordinaria, a tal punto che anche se per ipotesi qualche Comune avesse dei dubbi noi saremmo disposti a restringere l’area marina protetta alla sola Riviera delle Palme».
In effetti le maggiori titubanze provengono da Porto Sant’Elpidio, che vorrebbe conservare una zona di litorale fuori dalla fascia del Parco in cui realizzare una nuova darsena turistica. Ma il ministero sembra restìo a questa possibilità e avrebbe intimato un aut aut alla cittadina del fermano. O dentro o fuori, insomma.
L’ente che gestirà il Parco Marino del Piceno sarà con ogni probabilità un consorzio intercomunale.

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