SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fabio Visone non riesce a fare gol normali. Ne ha segnati tre, uno più bello dell’altro. Riavvolgiamo il nastro. Contro il Martina, sempre al Riviera delle Palme ha firmato il raddoppio rossoblu con un tiro da oltre venti metri che si è infilato nel sette. A Taranto – peccato il suo gesto non sia valso a niente – aveva cavato dal cilindro un’altra staffilata che si era spenta all’incrocio dei pali. Lunedì sera, contro la Juve Stabia, ha tirato una sventola, imprendibile, direttamente su calcio piazzato. Un gol molto importante, che ha riportato la squadra di Ugolotti in vantaggio e messo in discesa una partita ostica.
«Me lo sentivo che potevo segnare – rivela il centrocampista napoletano – ho detto a Loviso che volevo provare io. Per fortuna è andata bene. La corsa sotto la Nord? Quella del gol è un’emozione molto importante, da condividere con i tifosi. Ho dovuto coprire una bella porzione di campo, ma ne è valsa la pena».
L’anno passato con la maglia della Fermana arrivò una retrocessione amarissima. A San Benedetto si sta prendendo la rivincita. «Raggiungere la salvezza con quattro giornate di anticipo, come abbiamo fatto, credo sia una grande soddisfazione da dividere con tutti i compagni, speriamo ora di continuare a fare bene. Dove possiamo arrivare? Ci sono quattro partite, speriamo di fare tutte vittorie, poi tireremo le somme».
A proposito di bilanci: quello di Visone è assolutamente positivo: è ormai una pedina insostituibile dello scacchiere tattico di mister Ugolotti. E pensare che gioca da tempo con un problema (un nervo schiacciato) al dito del piede. Probabilmente il giocatore a fine stagione si operarà.
«E’ vero – conferma il centrocampista – mi sto portando dietro questo problema da un po’ di tempo (tanto che sullo scarpino applica un particolare plantare, nda). Anche contro lo Stabia alla fine un po’ ho mollato. Ero molto stanco e il mister ha fatto bene a richiamarmi in panchina».

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