SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Diffondere l’arte e il diletto del ricamo». La finalità dell’Aipc, l’Associazione italiana del punto a croce, nata nel 1994 con lo scopo di riunire tutte coloro che amano il lavoro ornamentale fatto con l’ago su diversi tessuti seguendo la traccia di un dato disegno.
L’arte del ricamo nacque in Oriente: cinesi e giapponesi ne conservarono a lungo i segreti, perfezionandola sempre più. Poi egiziani, babilonesi, fenici, ebrei, greci e arabi consegnarono all’Occidente il dono prezioso di questa tecnica. Si spiega così l’etimologia araba del termine “ricamo”, da rakam, “disegno”, “segno”.
Oggi il ricamo accomuna chi lo pratica per il mero piacere di creare con la propria manualità e senza fretta, com’è tipico di ogni lavoro artigianale. Un modo per contrastare “la corsa” tipica del quotidiano d’oggi, un qualcosa che arricchisce nel confronto relazionale e umano offerto da una passione creativa coltivata assieme ad altre persone che la condividono. «Nel ritmo frenetico della vita quotidiana – dice la capo delegazione Aipc di San Benedetto Angela Cirini – coltivare “piaceri” come quello del ricamo che si caratterizza nella progressività della creazione manuale in tempi lenti, offre pace a chi lo pratica e diffonde stupore e gusto a chi ne osserva i risultati».
La mostra di alcune centinaia di ricami amatoriali – raccolti attorno al comune tema ispiratore «La natura nei ricami» – si è aperta sabato 14 aprile alla Palazzina Azzurra e rimarrà aperta fino a domenica 22 (tranne lunedì 16, giorno di chiusura settimanale) e secondo i seguenti orari: mattina, 10.00 – 13.00; pomeriggio, 16.00 – 19.30.
È la 3ª esposizione delle associate all’Aipc di San Benedetto del Tronto, ora per la prima volta insieme con le amiche di Ancona per mostrare ai visitatori le varie creazioni del loro lavoro di ricamatrici per passione.
Le precedenti due mostre sono state realizzate nel settembre 2003 al Kursaal di Grottammare e nel novembre 2005 alla Palazzina Azzurra, già con discreto successo di interesse, curiosità e apprezzamento da parte del pubblico.
Questo terzo appuntamento ora vuole confermare l’abilità artistica delle associate, unita al gusto di realizzare e di esporre. L’iniziativa punta anche alla diffusione della passione non professionistica per il ricamo in tempi che non sembrano favorevoli a questa forma di espressione artistica. «Il recupero della manualità espressa nella riproduzione di elementi della natura e dell’ambiente – spiega Angela Cirini – unisce il piacere creativo alla potenzialità del tempo libero di ciascuna autrice, canalizzando verso un preciso obiettivo la ricerca del “bello” e del “vero”».
Certamente la ricchezza dei valori attorno a cui le socie dell’Aipc hanno articolato i loro lavori, le scelte dei soggetti, gli accostamenti cromatici, la diversità dei prodotti finali, conferiranno al complessivo allestimento della mostra il fascino della creatività intesa come esigenza dell’essere umano di lasciare traccia delle proprie emozioni.
La mostra in programma alla palazzina Azzurra è una delle tante iniziative proposte dall’Aipc. L’Associazione, nata nel 1994, ha la propria sede nazionale ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, ma ha dieci delegazioni in Italia: Ancona, Baveno e Valle di Vigezzo (due località in provincia di Verbania), Catania, Cordigliano di Todi (Perugia), Genova, Milano, Ravenna, Reggio Emilia e San Benedetto del Tronto, una una fra le più attive e “produttive”. La sede è presso il negozio “Dita di Fata” in Via Calatafimi, 76, telefono 0735.581583.
E sabato 21 aprile – a margine della mostra e di una serie di visite guidate al Piceno, fra cui Offida, dove incontreranno le “colleghe” del Tombolo – le dieci delegazioni si riuniranno in Assemblea nazionale all’Hotel Progresso di San Benedetto del Tronto.

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