PAGLIARE DEL TRONTO – Il cadavere di una donna è stato ritrovato lunedì 6 aprile riverso nel fango all’interno di un pozzo, in contrada San Nicola, nelle campagne di Mazara del Vallo (Tp).

Gli investigatori ormai nutrono pochi dubbi sull’identità della vittima. Tutti gli indizi portano, infatti, a ritenere che si tratti di Sabina Mazzarone, 39 anni, originaria di Sciacca in provincia di Agrigento. I genitori della vittima, residenti da due anni a Pagliare, avevano denunciato la sua scomparsa venerdì 6 aprile ai carabinieri di Monsampolo del Tronto.

A tal proposito, i carabinieri di San Benedetto sostengono che la donna non ha mai avuto la residenza nella nostra zona.

La morte della donna sarebbe stata provocata da Giuseppe Dassero, 46 anni, di Mazara del Vallo, pregiudicato per reati di mafia, che aveva con lei un legame sentimentale. Il pozzo si trova proprio davanti all’abitazione della madre del pregiudicato, Giovanna Patricola. E’ stata lei ad avvisare la polizia quando ha trovato il pozzo murato con della calce.

Il convivente sarebbe fuggito in motoape dopo averla uccisa: questa l’ipotesi investigativa sull’omicidio della donna ritrovata in un pozzo. A collegare l’uomo al delitto, per gli inquirenti, una telefonata alla madre in cui Giuseppe Dessaro le avrebbe chiesto di accompagnarlo a prendere un’Ape 50.

L’uomo, a cui era stata ritirata la patente, aveva bisogno di un mezzo che poteva essere guidato senza. Avrebbe così usato l’Ape, che non e’ stata trovata, per portare i calcinacci trovati nel pozzo.

Il corpo, secondo quanto rivelato da un primo esame medico-legale, è rimasto immerso nel pozzo, profondo circa dieci metri, per almeno una settimana. La posizione del volto, rimasto “schiacciato” sul fondo, ha alterato la fisionomia della donna. Neppure una comparazione fotografica è praticabile. La conferma si potrà avere soltanto dopo l’autopsia, che sarà eseguita martedì 17 aprile.

Intanto i carabinieri di San Benedetto

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