SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le ruspe in spiaggia potrebbero tornare in azione nelle prossime settimane per rimuovere gli abusi edilizi più gravi. Molto dipenderà dal pronunciamento del Tar Marche del 17 aprile, che è l’atto conseguente alla sospensiva ottenuta dallo stabilimento balneare “Da Andrea” dopo l’inizio della demolizione d’ufficio da parte della ditta incaricata dal Comune.
In caso di pronunciamento avverso per l’ente pubblico, la politica di tolleranza zero perseguita potrebbe subire uno stop e un rinvio al prossimo autunno. Il Tar Marche potrebbe vedere vizi di forma nel merito della procedura seguita nell’emissione delle ordinanze di demolizione d’ufficio.

Ma potrebbe anche sostenere la presenza di danni economici arrecati agli operatori balneari, visto che formalmente la stagione balneare parte dal primo aprile e le rimozioni d’ufficio sono cronologicamente successive.
Proseguono intanto le rimozioni spontanee degli abusi in alcuni stabilimenti balneari cittadini. «Faccio un sincero plauso agli operatori turistici che hanno scelto di mettersi in regola autonomamente», dichiara Giovanni Gaspari, ribadendo che il giro di vite attuato dal Comune non rappresenta un’azione vessatoria verso una categoria particolare bensì una strategia per perseguire il rispetto delle regole.
La rimozione spontanea ovviamente è facilitata nei casi di abusi meno gravi per quantità e qualità. Nei casi più gravi si potrebbe ipotizzare il ritorno delle ruspe in spiaggia, ovviamente prima dell’entrata nel vivo della stagione turistica. E ovviamente se gli operatori non agiscono in autonomia.
Ruspe rinviate a ottobre, invece, in caso di pronuncia avversa al Comune da parte del tribunale amministrativo regionale.

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