SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con la salvezza (obiettivo di inizio stagione) praticamente in tasca, i fratelli Tormenti hanno deciso, nel corso di una conferenza stampa, di fare il punto della situazione, soprattutto in prospettiva del prossimo campionato.

«Abbiamo acquistato la Samb perché siamo da sempre tifosi rossoblu» ha affermato il presidente Gianni Tormenti, «e perché abbiamo capito che la società sportiva aveva toccato il fondo con la gestione Soldini. E ci siamo inizialmente affidati al direttore generale Claudio Molinari, tra le tante richieste pervenute, perché lo abbiamo ritenuto una persona esperta di calcio, ma anche dell’ambiente sambenedettese, che aveva conosciuto a fondo dopo l’esperienza di Gaucci. E proprio Molinari ha indicato Peppino Pavone che non ha bisogno di presentazioni, per il ruolo di direttore sportivo».

Tormenti rivela anche come è nato il “progetto giovani”: «Molinari ci fece parlare con il presidente della Lega di C, Mario Macalli, il quale ci spiegò che una società di Serie C con un programma oculato, come minimo, rimette 500 mila euro; figuriamoci cosa può avvenire se si fanno spese non calcolate. E inoltre gli unici contributi corrisposti dalla Lega sono a sostegno delle società che impiegano giovani: per questo abbiamo scelto questa strada, anche perché alla base di una società di calcio devono esserci proprio i giovani calciatori».

I PROGRAMMI «Abbiamo sempre pensato ad un progetto a medio-lungo termine» ha continuato il numero uno rossoblu, «nel quale i primi tre anni servissero a consolidare la società, mentre, successivamente, in due anni, è realizzabile il salto di categoria». Tuttavia, per un progetto ambizioso, la Samb Calcio al momento è bloccata da una serie di “colli di bottiglia”. Per questo, la famiglia Tormenti rivolge all’amministrazione comunali, agli imprenditori e ai tifosi alcuni appelli affinché possano essere risolti alcuni di questi problemi.

COSA SERVE Già per una programmazione accurata del prossimo campionato la Samb chiede la possibilità di avere un campo in erba dove far allenare la prima squadra, una disponibilità adeguata del Ciarrocchi («allo stato attuale non sappiamo se la Samb è affittuaria o comproprietaria»), la disponibilità del Campo Europa per la scuola calcio, e un altro campo per gli allenamenti e le partite del settore giovanile. Oltretutto, per sperare in un salto di categoria, occorrono spese per mettere a norma lo stadio “Riviera delle Palme” e portare la capienza ad almeno 15.000 spettatori (con le nuove norme antiviolenza, lo ricordiamo, il Riviera è omologato soltanto al di sotto di 7.500 spettatori).

CHI PAGA? La “lista della spesa” è lunga, tuttavia i fratelli Tormenti propongono loro stessi di investire in queste strutture: «Esistono strumenti tecnico-giuridici (project financing? ndr) che permettono all’attuale proprietà di effettuare questi investimenti, e al Comune e alla collettività di poterne beneficiare senza esborsi finanziari. Stiamo dialogando su queste cose con l’amministrazione comunale».

GLI IMPRENDITORI Negli ultimi tempi starebbe nascendo un’Associazione Amici della Samb composta da alcuni imprenditori locali (tra cui Lino Mozzoni). Secondo i Tormenti l’associazione ha lo scopo di sostenere la Samb, aiutarla in alcune iniziative di salvaguardia della sua storia (ad esempio con l’apertura di un museo ad essa dedicato). Non si tratta di cessione di quote sociali, ma di una collaborazione costruttiva.

I TIFOSI «Non vogliamo vendere sogni: vogliamo conquistare buoni risultati ma, per farlo, la società e la città devono crescere insieme»: questa l’affermazione finale di Gianni Tormenti, rivolta ai tifosi rossoblu, ringraziati pubblicamente dal presidente per l’attaccamento ai colori sociali, anche nei momenti più difficili.

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