SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come di consueto in vista della stagione balneare ascoltiamo il presidente dell’Assoalbergatori. Pericle Guidotti è il più giovane della storia dell’associazione e lo si intuisce subito dalla grinta con cui ha assunto l’incarico e dal fiume di idee che quasi ci travolge. Non gli piacciono i fronzoli per cui partiamo subito dall’attualità.

Presidente, sta per affrontare la prima estate da massimo dirigente di un’associazione storica, una carica tra le più importanti del nostro territorio. Come sta vivendo questi giorni?
«Sono molto soddisfatto per un motivo che ritengo fondamentale: tra noi e la giunta comunale c’è una collaborazione totale, senza servilismi o spirito clientelare. Predomina la schiettezza. Un rapporto tra persone serie senza equivoci o compromessi. Il sindaco è una persona squisita che vuole realmente dare una svolta decisiva e positiva alla città, la dottoressa Sorge è qualcosa di più di un assessore, affronta i problemi con una tale intraprendenza che non ho mai riscontrato in altri politici. (P.S. Con ‘altri politici’ Non mi riferisco chiaramente agli attuali assessori perchè quando dico giunta comunale intendo tutti anche se Montanini dell’ufficio turismo e il mio predecessore, Domenico Mozzoni, si stanno impegnando oltre misura per dare quella benedetta svolta che tutta la città di San Benedetto attende da qualche anno»
Segnali certamente positivi, bastano?
«Assolutamente no. Il nostro compito è arduo perché le cose da cambiare non mancano»
Cioè?
«Innanzitutto è indispensabile innalzare il target qualitativo affinché i nostri clienti tornino a casa soddisfatti: questo deve essere il compito fondamentale di chiunque lavori per la promozione turistica»
Cosa suggerisce per adeguare le strutture alberghiere esistenti?
«Forse non mi sono spiegato bene. Non mi riferivo agli alberghi che hanno standard qualitativi in grado di competere con altre località. Almeno il 65% delle nostre strutture, pur essendo a tre stelle, hanno servizi e requisiti da quattro stelle. I problemi da risolvere sono altri, i parcheggi per esempio»
Ha qualche idea?
«I parcheggi sono diventati il biglietto da visita delle città italiane, grandi e piccole. Un aspetto che invoglia a visitarle e a tornarci. A Roma per esempio io trovo sempre posto nel parcheggio Ludovisi, che dista 200 metri da piazza di Spagna. Stessa cosa a Firenze e Bologna dove parcheggiare e raggiungere i centri storici è un gioco. Qui a San Benedetto è praticamente impossibile per residenti e turisti pendolari arrivare con l’auto nei pressi della spiaggia. Con l’aggravante che c’è poca comprensione per chi magari parcheggia sulle strisce o in altri modi pseudo-regolari»
Recentemente sono state annullate multe per divieto di sosta perché i parcheggi erano insufficienti o troppo lontani. Cosa propone?
«Una soluzione, sulla quale mi sembra si stia lavorando, è quella di attrezzare a parcheggi le zone sottostanti i piloni della superstrada. Buona idea ma insufficiente»
Il parcheggio dello stadio, a cento metri della spiaggia è praticamente semi vuoto d’estate.
«Mi ha anticipato. È indispensabile però dare alla zona un minimo di sicurezza. Basterebbe pochissimo: un custode fisso per l’intera estate che varrebbe la pena di pagare magari con l’ausilio di una tariffa ridicola, 10-15 centesimi l’ora. Un altro posto da sfruttare potrebbe essere la zona davanti al camping (ex Tirassegno ndr) dove due piani sotterranei e due sopra (tenedo conto dell’impatto ambientale) risolverebbero in buona parte gli attuali problemi. Con qualche altro spazio più lontano ma servito da bus navette per il centro di San Benedetto e di Porto d’Ascoli tutti sarebbero più invogliati a muoversi nelle calde serate estive»
Ottime idee, semplici e realizzabili che non sembrano però sufficienti per innalzare il target qualitativo…
«Verissimo ma bisogna partire da lì perché, se la gente trova difficoltà a muoversi, rimane ancorata al proprio fazzoletto di territorio e torna a casa più stressata che soddisfatta. Va risolto radicalmente anche il problema dei rumori. La soluzione sta nell’applicazione di regole certe magari dopo aver concordato insieme un limite accettabile e rispettoso delle esigenze, diciamo le 1.30. Chi sgarra però di appena un minuto deve pagare immediatamente le conseguenze con la chiusura o altre misure restrittive»
Nient’altro?
«Assolutamente no. Sarebbe utile avere una data certa per l’inizio della stagione cioè stabilire un giorno in cui la stagione turistica è ufficialmente aperta. Magari non obbligando tutti gli chalet a riprendere l’attività ma a togliere le barricate davanti sì. L’aspetto estetico deve essere quello di piena estate. A proposito di estetica credo che vadano spostati i bidoni dell’immondizia attualmente ai bordi del nostro bellissimo lungomare. Almeno d’estate.
Contrariamente a quanto sembra, poi, siamo pronti per un turismo congressuale grazie ad un buon numero di alberghi ristrutturati che possono oltretutto garantire un ottimo rapporto qualità-prezzo»
Tante buone idee ma che servirebbero a poco se ai potenziali turisti non si offrono intrattenimenti ludici e culturali oltre a spettacoli in grado di rendere più memorabile il soggiorno. Sole e mare non bastano più…
«Noi purtroppo dobbiamo imparare a venderci meglio. Nei paesi in collina ci sono tesori che non riusciamo a valorizzare adeguatamente mentre altri riescono a creare un alone di interesse o di magia su posti che alla resa dei conti si rivelano insignificanti o quasi. Dobbiamo cominciare a dare un’immagine ben definita al nostro territorio. Il cartellone estivo che la giunta Gaspari renderà pubblico il prossimo 11 aprile dovrebbe, per quello che ne so, dare una prima svolta positiva e caratterizzante alla Riviera delle Palme. Le ruspe? Non ho elementi sufficienti per esprimere giudizi»
La Pasqua rappresenta solitamente una specie di “antipasto turistico” della stagione estiva…
«Abbiamo ricevuto una valanga di prenotazioni come non accadeva da tempo. Non conosco esattamente i motivi ma dobbiamo approfittarne. Magari curando ancora di più l’aspetto estetico e la pulizia per la quale devo riconoscere siamo già a buoni livelli. A scanso di equivoci aggiungo che le mie non sono idee critiche ma riflessioni a voce alta che spero possano contribuire ad aumentare il livello di appetibilità della nostra riviera.
Dimenticavo l’aspetto della comunicazione che è essenziale per far conoscere le bellezze dell’intero territorio, le manifestazioni ricreative e tutti i servizi che siamo in grado di offrire. Ma questo è un mestiere che riguarda voi»
Una cosa in particolare ci ha colpito di Pericle Guidotti, attuale presidente dell’Assoalbergatori sambenedettese: la sua capacità di trattare con semplicità argomenti complessi indicando soluzioni mirate senza giri di parole o discorsi di convenienza. Il modo migliore per far capire al lettore quello che l’intervistato pensa.

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