SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La recente riqualificazione dell’area antistante la Chiesetta di Santa Lucia ha scatenato la reazione dei confinanti al punto da citare in giudizio la Diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto.
I Comitati di Quartiere Santa Lucia, Marina di Sotto, Europa, Mare, Porto d’Ascoli centro, Sentina, Agraria e Fosso dei Galli, sono intervenuti congiuntamente facendo un appello alla città affinché la Chiesa di Santa Lucia continui a rappresentare, nel rispetto delle tradizioni religiose e culturali, quello che da almeno un paio di secoli ha significato per la vita popolare della città.
La Chiesa di Santa Lucia è stata restaurata nei primi anni ’90 con il contributo non solo del quartiere ma di tutta la cittadinanza e con il decisivo impegno del Circolo dei Sambenedettesi. E’ forse l’unico tratto di unione tra le anime marinara e contadina di San Benedetto. Era infatti il luogo dove i sambenedettesi si ritrovavano nel giorno di Pasqua e dove il 13 dicembre si svolgeva l’omonima fiera del bestiame e dei generi di consumo che richiamava l’intera popolazione della provincia.
Ora sia la locale associazione Noi di Santa Lucia che il Comitato di Quartiere Santa Lucia hanno deciso di non organizzare la tradizionale Festa di Pasqua.

«Dopo anni di buio era stata ripristinata una tradizione cittadina che aveva convogliato presso la storica chiesetta migliaia di cittadini che per i più giovani hanno riscoperto il gioco della Scuccetta. Dispiace constatare – afferma il capogruppo di An in Consiglio comunale Pasqualino Piunti – che gli sforzi del comitato promotore siano andati delusi. Auspichiamo che per le prossime occasioni si restituisca a Santa Lucia quel ruolo di incontro e aggregazione che ha sempre rappresentato».

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