SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo smantellamento degli abusi architettonici presso lo stabilimento balneare “Da Andrea” è stato fermato da una sospensiva del Tar. Ma il sindaco Gaspari assicura che «se ci sono vizi di forma nella nostra ordinanza saranno sanati al più presto. Per noi le notifiche sono partite mesi fa».
Al quesito sull’opportunità o meno di un rinvio di questo giro di vite contro gli abusi negli chalet, risponde: «Un pubblico ufficiale ha il dovere di procedere contro i reati appena ne viene a conoscenza, altrimenti si tratta di omissione». Attendere fino alla fine dell’estate, aggiunge il sindaco, sarebbe una mossa sbagliata. «Sono passate molte estati facendo questo ragionamento».
Dopo le vacanze pasquali partiranno altre ordinanze per le demolizioni d’ufficio. Sembra che più della metà degli chalet sambenedettesi annoveri abusi di vario genere e gravità. Alcuni ne hanno quasi una ventina. «Gli abusi sulle aree demaniali non sono sanabili se non con la rimozione», ribadisce il sindaco, confidando nel buon senso degli imprenditori turistici che sceglieranno la rimozione volontaria per non pagare anche il costo aggiuntivo dell’impresa di demolizione.
Un concetto venuto alla ribalta più volte nei discorsi dell’inquilino di via De Gasperi è quello dei «figli e figliastri». Nessuno sconto, assicura il sindaco, è guerra totale a chi non rispetta le regole.
Riguardo alle bancarelle rimaste sul lungomare, Gaspari spiega che a metà aprile il consiglio comunale approverà l’individuazione delle aree per il commercio stagionale. Presumibilmente, ce ne sarà una sul torrente Ragnola e una in via Duse.
E per il nuovo Piano di Spiaggia, Gaspari promette chiarezza estrema e rifiuto di ogni ambiguità: «C’è un nodo da risolvere con le edicole. Se si stabilisce che sul nuovo lungomare sono vietate le bancarelle commerciali, allora dovranno andare via anche le edicole. Sia chiaro – ci tiene a spiegare – agiremo nel rispetto di chi lavora».

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