SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Una sconfitta per la città, una sconfitta per il nostro turismo»: Giuseppe Ricci, presidente degli Imprenditori Turistici Balneari, sintetizza così il proprio pensiero per le demolizioni che, su iniziativa dell’amministrazione comunale, sono state avviate in alcuni chalet sambenedettesi, primo fra tutti il popolarissimo “Da Andrea” (anche se le ruspe, attive in mattinata, si sono poi fermate a causa di un ricorso).

«Stiamo parlando di una struttura che ha fatto tantissimo per il turismo sambenedettese» continua Ricci, «e, pur nel dovuto rispetto della legge, quello che sta avvenendo non fa che rafforzare la nostra richiesta: serve un nuovo Piano di Spiaggia, adeguato a quelle che sono le richieste dei nostri turisti. E invece siamo stati superati da tante località italiane e straniere, proprio per la miopia dei nostri amministratori».

Ricci conclude affermando che «la legislazione in materia è oltretutto molto opinabile, perché dal 1° gennaio 2007 al minimo abuso c’è la possibilità di ritirare la concessione demaniale: tuttavia nulla viene specificato sull’entità dell’abuso».

Anche Franco Capriotti, storico imprenditore balneare, titolare dello chalet “Bacio dell’onda” (la concessione numero 1 nel lungomare sambenedettese) critica, più che la decisione dell’amministrazione, l’impossibilità di operare professionalmente nel turismo balneare sambenedettese: «La legge va rispettata, e non entro nel merito di quello che sta avvenendo al “Da Andrea”. Però quegli stessi politici che da anni dicono che dobbiamo “destagionalizzare” il nostro turismo, si rendono conto che, se cadono due gocce di pioggia o se è una giornata fredda, i turisti non sanno dove andare, perché non possiamo ospitarli neanche per giocare una partita a carte. Occorre darci la possibilità di chiudere i nostri spazi, in maniera intelligente, altrimenti è impossibile incrementare il flusso turistico in bassa stagione».

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