SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Parte dallo stabilimento balneare “Da Andrea” il giro di vite imposto dal Comune verso gli abusi architettonici sulle spiagge sambenedettesi. Il 3 aprile è partita la demolizione d’ufficio di alcune strutture realizzate senza permesso di costruire e senza autorizzazioni paesaggistiche e demaniali. Il famoso stabilimento è stato il primo, ma a breve ne seguiranno altri.
Secondo il sindaco Gaspari, quasi nel 60% degli chalet cittadini sono stati compiuti abusi sanabili solo con la demolizione d’ufficio e lo smantellamento volontario da parte dei proprietari.

«Si tratta di abusi segnalati già nel 2003, e che in questi anni si sono moltiplicati», assicura Gaspari, stabilendo che «la nostra amministrazione non è per la logica dei figli e dei figliastri. Le regole ci sono e devono essere rispettate da tutti».
Il sindaco ammette che l’attuale Piano di Spiaggia non è adeguato alle esigenze del turismo sambenedettese e che occorre armonizzarlo con quello di Grottammare e di Martinsicuro. Però ora bisogna assicurare la certezza del diritto e delle regole.
In un primo momento si pensava che le demolizioni d’ufficio venissero ordinate dopo le vacanze di Pasqua, poi Gaspari ha scelto di andare per le vie brevi – «nell’assoluto rispetto delle norme» – anticipando le prime aperture degli chalet.
Dopo l’approvazione dello Schema Direttore del nuovo Prg targato Luigina Zazio, prevede Gaspari, si procederà alla revisione del Piano di Spiaggia. Prima dell’estate 2007, sembrerebbe.

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