Solo prato verde.
Niente camminamenti di bettonelle, niente cordoli di cemento, niente palme.
Niente calamitanti strutture turistico-sportive, rifocillanti gazebo estensibili, modernisti avamposti di architetti depressi.
Niente di niente. Per un prato verde non serve progetto.
Intorno, un’allegra palizzata di legno colorato da Nespolo (tanto è gratis). Come quella dei fortini a difesa dagli indiani (ma qui solo con funzione antirumore).
Prato verde: un po’ ondulato, libero, popolare, silenzioso. Calpestabile. Ballabile. Comodo per appisolarsi, guardare gli aeroplani o l’eclisse, per corroboranti sogni intermittenti…
E in mezzo, o di lato, un agile tendone bianco aperto, com’era quello di zi’ Marcello all’ex camping. Pure più grande.
Lo si vedrebbe da lontano: dalla rotonda, dal ponte di Tesino, dal mare, da monte di Bricicc…
Pochi soldi. Poco tempo. E che cce’ vo’?

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