GROTTAMMARE – Non è facile trovare le parole per raccontare il concerto del sassofonista napoletano Daniele Sepe, che si è tenuto sabato 31 marzo alla sala Kursaal di Grottammare, tante sono le emozioni suscitate.

L’interessante e piacevole appuntamento musicale è stato l’ultimo della rassegna “Scie – Luoghi quotidiani per linguaggi diversi” ed era anche inserito nel programma Harbì, che aveva presentato precedentemente i concerti dei Quintorigo e di Ron.

Il concerto ha infuocato la sala stracolma di persone, alcune delle quali alla fine hanno ballato con le irresistibili e frenetiche musiche dei pezzi proposti. Daniele Sepe, che indossava una maglietta di Amnesty International, non ha semplicemente suonato, ma ha intrattenuto il pubblico con interessanti intermezzi di parole piene di intelligente e divertente ironia, sempre feroce nel suo impegno su tutti i fronti. Come ironici erano alcuni giochi degli strumenti di tutti i musicisti, che apparivano naturali appendici del corpo e del cervello.

Un genere musicale, il suo, fantasioso e personalissimo che, nel corso del concerto di Grottammare, ha riproposto molti pezzi della tradizione partenopea e di altre tradizioni popolari meridionali ma anche straniere. Dopo aver aperto la serata con un omaggio a Frank Zappa, si sono avvicendati molti brani conosciuti, ma che non è stato sempre facile intuire in virtù di un adattamento personalissimo. Dalla Tammuriata Molisana alla Saltarella Napoletana, passando per la canzone francese – addirittura è stata proposta un’aria dalla Carmen di Bizet – fino al bis con un quasi assolo del suggestivo sax di Sepe per Notti d’Oriente.
Nel finale scoppiettante una fantasia con passaggi da un brano all’altro, mettendo alla prova la brava cantante, Auli Kokko incrocio tra Giappone, Norvegia e tanta napoletanità, che doveva indovinare il brano successivo dagli stravaganti avvii del musicista. Daniele Sepe era, inoltre, accompagnato da Piero de Asmundis alle tastiere, Claudio Marino alla batteria, Sergio Di Leo al basso e Franco Giacoia alla chitarra; la fantastica voce di Auli era quasi sempre arricchita da tanti stravaganti strumenti percussivi. Più di due bellissime ore musicali, veramente apprezzate con tanti applausi da parte del pubblico in sala, tra cui l’assessore alla Cultura del Comune di Grottammare Enrico Piergallini, il Sindaco Luigi Merli ed il presidente dell’Amat Gino Troli.

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