SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella mattina del 22 marzo si è tenuto un incontro fra la Capitaneria di Porto e i periti nominati dagli avvocati che tutelano gli interessi sia dei marinai deceduti nel naufragio del peschereccio Rita Evelin sia del capitano superstite Nicola Guidi.
I tecnici e i legali hanno visionato per la prima volta tutti i referti dell’indagine, che si trova ancora nelle fasi preliminari.
La rete del peschereccio con i cavi, due zattere di salvataggio, un giubbino di salvataggio e un brandello di un altro giubbino, le fasce usate per imbracare il relitto nel tentativo vano di riportarlo in superficie. Si tratta dei referti prelevati dai palombari nel corso delle operazioni di recupero delle salme di Francesco Annibali, Ounis Gasmi e Luigi Luchetti, rinvenute dopo quasi venti giorni nella zona di salpa del peschereccio, aggrovigliati fra le cime ma fuori dalle cuccette.
Fra i referti ci sono anche dei prelievi effettuati sulla vernice antivegetativa dello scafo del Rita Evelin. E’ probabile che venga fatto un confronto con un altro campione di vernice, rinvenuto sui cavi del peschereccio. Dalle analisi chimiche che potrebbero venir effettuate si potrà capire se si tratta della stessa vernice oppure no. E’ l’unico modo per confermare o smentire l’ipotesi per cui il naufragio sarebbe avvenuto per colpa di una collisione con un altro natante.
Per quanto riguarda foto e filmati subacquei, i consulenti del procuratore Baschieri devono verificare la strumentazione con cui riversarli su Cd e Dvd, senza lesionare la matrice originale. Una volta fatta questa operazione, avvocati e periti di parte potranno entrare in possesso di questi referti e visionarli con calma. Si tratta di molte ore di registrazione. In seguito, le parti potranno acquisire anche la documentazione della nave depositata presso il registro navale.

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