SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prosegue l’iter tecnico per la realizzazione del sottopasso di via San Giovanni, che collegherà l’area del centro “Porto Grande” alla zona Sentina. I costi dell’opera saranno sostenuti dalla Igd (Immobiliare Grande Distribuzione) gruppo che realizza e gestisce centri commerciali (la Coop Adriatica ne detiene il 46%), in base a una convenzione sottoscritta con il Comune nel 2001.
La convenzione è stata rinnovata a ottobre 2006 dopo la sua scadenza e non è stata ancora firmata dall’Igd, che lo farà in concomitanza con la firma di un altro documento relativo alla manutenzione dei parcheggi di “Porto Grande”. «Si tratta di motivi di opportunità logistica, i tecnici dell’Igd preferiscono spostarsi una volta sola per firmare due documenti», riferisce il presidente della Commissione Viabilità Claudio Benigni, aggiungendo che la durata della nuova convenzione parte dal momento della firma delle due parti.
Il sottopasso permetterebbe un passaggio diretto per le auto fra via Brodolini e la statale 16 all’altezza dell’hotel “Quadrifoglio” e rappresenterebbe un’opera di mitigazione del rischio di esondazione del Tronto, perché permetterebbe il deflusso delle acque in zona Sentina.
Nella convenzione rientrano anche i lavori per la rotatoria e la riqualificazione di via San Giovanni, già conclusi.
Il consigliere Luca Vignoli di An ha chiesto lumi sull’importo del progetto, notando differenze fra la somma stanziata nel Piano triennale delle opere pubbliche del Comune, il progetto preliminare del 2001 e quello definitivo del 2003. L’ingegnere del Comune Nicola Antolini ha spiegato che la somma stanziata nel Piano riguarda solo le opere della convenzione non ancora realizzate (il sottopasso, appunto, e l’adeguamento delle rampe di accesso all’Ascoli-Mare da via Brodolini).
Vignoli però ha lamentato l’assenza dalla Commissione dei tecnici comunali che hanno seguito l’iter di persona, oltre che degli assessori di riferimento.
Antolini ha poi spiegato che la Provincia di Ascoli ha chiesto un’integrazione di documenti tecnici, in particolare sulla compatibilità urbanistica e sull’incidenza ambientale. Entro la fine dell’estate l’iter potrebbe entrare nelle fasi finali. Il ritardo, secondo Antolini,è da attribuire all’entrata in vigore di una nuova legge regionale, a cui si sono dovuti adeguare progettisti e tecnici degli enti pubblici coinvolti.
Intanto nell’ultima seduta del consiglio comunale il sindaco Gaspari ha spiegato che bisognerà approvare al più presto una variante al piano regolatore, per riuscire a far partire i lavori entro i primi mesi del 2008.
In Commissione Viabilità il consigliere Antonio Felicetti ha ricordato come già nel 1990 si parlava di una convenzione con un gruppo privato per la lottizzazione dell’attuale “Porto Grande”. «Io ero in giunta e ricordo che il consiglio comunale la bocciò fra mille discussioni, perché non compatibile con la destinazione urbanistica dell’area. Riuscimmo a farlo grazie al compianto Gianni Capanna, che pur dai banchi dell’opposizione ci permise di mantenere il numero legale della seduta. Poi fummo indagati per un presunto danno economico al privato che acquistò l’area, ma la successiva indagine ci scagionò da ogni possibile abuso».

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