RIPATRANSONE – Anche la pubblica illuminazione può contribuire al risparmio energetico. E in questo caso una messa a norma su larga scala genera anche un considerevole risparmio economico.
Ripatransone ha già l’83% di punti luce predisposti con il sistema Dibawatt (clicca qui per leggere un articolo di Repubblica.it).
Ora l’amministrazione comunale ha incaricato la ditta Eligent di sostituire 172 lampade al mercurio con altrettante lampade a sodio, che hanno una maggiore luminosità, consumano meno e sono in regola con la legge regionale sull’inquinamento luminoso. Grazie ai Dibawatt già installati e alle lampade a sodio, ci sarà un risparmio di 33 mila euro circa sulla bolletta annua pagata finora, che ammonta quasi a 71 mila euro.
Da notare che il Comune di Ripatransone finanzia l’investimento direttamente con il risparmio energetico ottenuto nei primi cinque anni dall’installazione. Nei primi quattro anni pagherà il 17% in meno su ogni bolletta annua (costi di installazione compresi), risparmiando 48 mila euro nel quadriennio. Dal quinto anno il risparmio salirà al 47% della bolletta attuale di 71 mila euro. Il totale del risparmio in cinque anni ammonta a 82 mila euro, mentre il costo totale dell’investimento sarà di 85 mila euro.
I vantaggi per il Comune e più in generale per l’ambiente sono molteplici: risparmio in tonnellate equivalenti di petrolio (65,21 Tep all’anno), mancata emissione di 177,85 tonnellate di Co2 all’anno, messa a norma rispetto alla legge sull’inquinamento luminoso, ammortamento dei costi con il risparmio sulla bolletta.
Sempre a proposito di risparmio energetico, il sindaco D’Erasmo e il suo vice De Renzis hanno ricordato che nei primi giorni del mese di aprile sarà aperta la busta con le offerte per la gara di installazione di impianti fotovoltaici all’Istituto Comprensivo, sito nel centro storico della città.
«Ritengo che tali iniziative abbiano un importante ruolo strategico – dichiara il presidente regionale di Legambiente Luigino Quarchioni – un’iniziativa che non solo permetterà la tutela dell’ambiente ma anche un modo nuovo di fare economia e società, superando la dipendenza dal petrolio e dai grandi gruppi produttori di energia».

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