SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 30 marzo prossimo la Picenambiente Spa approverà il suo bilancio di esercizio. In consiglio comunale il sindaco Giovanni Gaspari ribadisce che il Comune non ha nessun debito verso la società partecipata che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Di opinione contraria il consigliere di Alleanza Nazionale Giorgio De Vecchis, il quale sostiene invece che nella bozza di bilancio da lui consultata sia stata iscritto un credito verso il Comune di 260 mila euro (che fatte salve le deduzioni fiscali ammonterebbe a 170 mila euro).
De Vecchis sostiene che si tratti di una richiesta di pagamento presentata nel 2001 per la modifica della raccolta differenziata dei rifiuti dai sacchi separati al sacco unico. Nel frattempo si era passati dall’amministrazione Perazzoli all’amministrazione Martinelli e il Comune, mediante il dirigente comunale Buonfigli, rispose a Picenambiente di non poter soddisfare le sue pretese creditorie «in assenza di formali atti amministrativi».
Si torna poi a parlare di quel presunto credito nel settembre 2006, quando il consiglio comunale vota due delibere per la vendita alla Picenambiente del complesso aziendale di contrada Monte Renzo, che è di proprietà del Comune e per il quale la società paga un affitto annuo. Negli atti si afferma che la Picenambiente procede all’acquisto e alla rinuncia di tutte le pretese creditorie.
«Un credito dev’essere certo ed esigibile per essere iscritto a bilancio – dichiara Gaspari in consiglio comunale – e il Comune non ha mai iscritto a bilancio quella cifra, quindi non deve nulla alla Picenambiente».
Sempre nella seduta del 19 marzo, il consigliere De Vecchis ha invitato il sindaco a chiedere un atto di indirizzo al consiglio comunale prima di partecipare a un’assemblea dei soci di una società partecipata in rappresentanza del Comune.
Prima di questa dichiarazione del consigliere di An, Gaspari aveva affermato di aver preso visione del bilancio di Picenambiente nei tempi stabiliti dall’articolo 2429 del Codice Civile, cioè 15 giorni prima dell’approvazione da parte dell’assemblea dei soci. «In base alla data di presentazione della sua interrogazione (7 marzo, ndr), è evidente che De Vecchis invece ha potuto visionare il bilancio prima del sindaco».

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