Turismo. Gli eccessivi rumori in spiaggia, specialmente in alcune zone di Grottammare, hanno creato nelle scorse stagioni estive seri problemi a turisti che, impossibilitati a dormire anche dopo le 2.30, hanno deciso di tornarsene a casa. Sulla base di testimonianze certe abbiamo scoperto che, chi di dovere, non faceva rispettare le regole permettendo un’anarchia incredibile, a volte unita ad intimidazioni. Ci aspettavamo una condanna unanime da parte dei nostri lettori. Qualcuno di loro invece ha frainteso il mancato rispetto della Legge con il tipo di vocazione turistica della nostra riviera. Che nulla c’entra. La regola che vige in tutte le località più sfrenate del mondo è quella che non si deve fare rumore (per lo meno dopo le due di notte) nelle vicinanze di abitazioni o alberghi.
All’uopo ricordo un particolare: nel 1982 andai a vedere in Spagna i campionati del mondo, alloggiavo con mio fratello e due amici in un albergo di Lloret de mar, località esclusivamente turistica a 60 km da Barcellona. Dopo aver assistito nel pomeriggio alla semifinale Italia-Polonia (2-0), rientrammo in albergo per assistere in Tv alla seconda semifinale Francia-Germania (2-3). Dopo la gara, intorno alle 11.30, nelle vicinanza dell’albergo si creò una casciara incredibile tra l’esultanza dei tedeschi e la rabbia dei francesi. Alle una in punto silenzio assoluto pena anche l’arresto. Le varie discussioni proseguirono in punti lontani da pensioni o alberghi. Nessuno osò resistere al divieto. Chiudo: il discorso è molto semplice, non complichiamolo con considerazioni che non c’entrano nulla con il rispetto di indispensabili e sagge regole. Se poi il rispetto della Legge è un optional, allora le cose cambiano.

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