ASCOLI PICENO – 7.242 sono le lavoratrici domestiche straniere che lavorano con regolare contratto nella regione Marche.

Incremento del 270% è quello registrato nella sola provincia di Ascoli Piceno negli anni 2002 – 2004.

Questi gli effetti della legge Bossi – Fini sulla regolarizzazione dei rapporti di lavoro del 2002, registrata da un’analisi dell’agenzia dallaAallaV.

Il contratto nazionale di lavoro vigente prevede quattro categorie per l’inquadramento di questi lavoratori, a seconda del livello di istruzione e del grado di professionalità richiesto:

Prima categoria super
vi appartengono coloro che attestino professionalità specifica sul piano pratico operativo e che, svolgendone le mansioni, siano in possesso di un diploma specifico o attestato professionale riconosciuto dallo Stato o enti pubblici;

Prima categoria
vi appartengono coloro che con piena autonomia e responsabilità presiedano all’andamento della casa per esplicito incarico delegato dal datore di lavoro, o comunque svolgano mansioni per le quali occorra una specifica elevata competenza professionale (ad esempio: addetto alla compagnia, istitutore, puericultore, governante, direttore di casa, maggiordomo, capo cuoco o chef, infermiere diplomato generico, assistente geriatrico);

Seconda categoria
vi appartengono coloro che svolgono mansioni relative alla vita familiare con la necessaria specifica capacità professionale (ad esempio: assistente all’infanzia o baby sitter, autista, cuoco, cameriere, guardarobiere, addetto alla stiratura, custode o portinaio di ville o case private, lavoratore generico che abbia compiuto il periodo di servizio di cui al successivo art. 12 e ogni altro lavoratore che non rientri nella prima super, nella prima o nella terza categoria);

Terza categoria
vi appartengono i prestatori di lavoro generico che non abbiano compiuto il periodo di servizio di cui al successivo art.12. Vi appartengono, inoltre, coloro che svolgono mansioni esecutive prettamente manuali o di fatica (ad esempio: addetto esclusivamente alle pulizie, addetto al giardino per lavori di manutenzione ordinaria, aiuto di cucina, addetto alla lavanderia, stalliere, assistente agli animali domestici).

Nonostante il numero di contratti per le colf-badanti straniere sia più che raddoppiato grazie all’approvazione della Bossi-Fini, nelle Marche c’è ancora molto da fare; un’indagine dell’ARMAL su un campione di 600 lavoratori stranieri, rivela infatti che nella nostra regione il 25% delle badanti è priva del permesso di soggiorno e il 43% non ha un contratto di lavoro poichè gli assisititi non sono inenzionati a regolarizzare il rapporto di lavoro.

Inoltre il reddito netto percepito è in media di 700 euro per una donna che lavori circa 15 ore al giorno; nonostante 1 su 4 abbia una laurea nel proprio paese, svolgono l’attività di badante poichè la considerano un lavoro “facilmente reperibile” o “l’unico trovabile” .

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