SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’apertura del nuovo parcheggio al Paese Alto (una struttura già terminata) è un passo avanti importante per la messa in sicurezza del vecchio incasato. Con i suoi 180 posti permetterebbe infatti di ridurre il flusso di auto, riducendo il peso dei veicoli sulle strade e quindi il rischio di crolli in un’area dal forte rischio di dissesto idrogeologico.
Il parcheggio e la scuola soprastante furono costruiti dal Ciep (Consorzio Imprese Edili Picene), un consorzio di imprese che strinse accordi con il Comune durante l’amministrazione di Paolo Perazzoli (lo schema di convenzione fu approvato in consiglio comunale nel maggio del 2000). Accordi che inizialmente prevedevano la costruzione della scuola e la gestione del parcheggio da parte dei costruttori per 25 anni.
Poi il consorzio di imprese rifiutò la gestione e iniziò una trattativa per la vendita del parcheggio al Comune, tramite l’Azienda Multiservizi (controllata dall’ente pubblico per il 99% delle quote azionarie). Intanto la scuola fu inaugurata.
Il prezzo della struttura subì un aumento rispetto alla convenzione e l’amministrazione Martinelli (in particolare i consiglieri di Alleanza Nazionale) ne sconsigliò l’acquisto alla società municipalizzata.
«Quella convenzione non ci era mai piaciuta a causa di alcune modalità non chiare – dice il consigliere di An Giorgio De Vecchis – infatti a maggio del 2000 il mio gruppo consiliare si astenne dal votarla».
Successivamente, dopo le dimissioni di Domenico Martinelli dalla carica di sindaco, il consorzio Ciep presentò un ricorso al giudice ordinario per chiedere la risoluzione del contratto con il Comune, inadempiente (secondo l’impresa) per non avere approvato il Piano Urbano del Traffico.
Secondo De Vecchis invece non sarebbe il Comune a essere inadempiente: «La convenzione diceva chiaramente che il Piano del Traffico sarebbe dovuto essere approvato al massimo entro due mesi dall’inizio della gestione del parcheggio da parte dell’impresa costruttrice. E’ il Comune – sostiene il consigliere comunale – che dovrebbe chiedere la risoluzione del contratto e citare per danni il Ciep».

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