SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sembra giunto ad un punto morto il confronto tra gli imprenditori balneari sambenedettesi, almeno quelli aderenti all’ITB Italia – Federturismo Confindustria, e l’amministrazione comunale. Infatti, dopo gli incontri che si sono svolti nello scorso febbraio, non sembrano essere emerse novità programmatiche in vista della prossima estate, anche se, in queste ore, gli imprenditori del settore stanno ricevendo le lettere dell’amministrazione comunale che invitano a sostenere la programmazione estiva.
«L’ultima inquietante richiesta» scrive in una nota il presidente dell’ITB Giuseppe Ricci, «è quella del contributo per le manifestazioni, organizzate da associazioni avulse dal mondo dello “sport e turismo” alle quali dovrebbero essere devoluti anche i nostri oboli. L’ITB si schiera contro iniziative che, se pur positive, non possono essere in contrasto in alcun modo con le attività svolte dagli operatori del settore che dovrebbero invece essere salvaguardate, perché contribuiscono da sempre con i loro investimenti al progresso economico e al mantenimento del sistema amministrativo locale e non».

Anche se il presidente dell’ITB non lo dice, si fa riferimento all’ipotesi delle attività della Confesercenti in area ex camping: quello che si sa, in base alle dichiarazioni del presidente Paolo Perazzoli e dell’assessore al Turismo Domenico Mozzoni, è che in quella zona dovrebbe sorgere una “cittadella” dello sport per i giovani, durante tutta l’estate. Ma qualcuno teme che, accanto a questa attività ricreativa, nascano anche strutture per vendita di bibite e per pranzare.
«Le nostre richieste sono state ampiamente pubblicizzate anche a mezzo stampa» continua l’ITB, «ma soprattutto le abbiamo protocollare e consegnate personalmente ai diretti interessati, agli amministratori comunali, al Sindaco nelle diverse riunioni, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta».
I temi cari agli imprenditori balneari, sono quelli del Piano di Spiaggia («Occorre renderlo all’avanguardia per servizi e funzionalità per soddisfare una domanda turistica sempre più esigente, perché perdiamo il confronto con le strutture della Versilia, dei lidi romani, del Veneto e della Liguria»), della definizione dei tempi previsti per il rifacimento del lungomare, per la sistemazione dei fossi, la cura delle pinete, la viabilità e l’ambiente, il “ripascimento” sistematico della spiaggia, la possibilità di usufruire di una sede.

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