SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per migliorare l’immagine estetica del torrente Albula bisognerà attendere ancora degli anni; i soldi ci sono ma il progetto di riqualificazione è ancora tutto da determinare; intanto però pare essere a buon punto la messa in sicurezza idraulica del torrente, passo fondamentale prima di intervenire sul tratto cementificato a valle.
Tramite un sistema di casse di laminazione, infatti, si riuscirà a tenere sotto controllo la quantità di acqua che arriva a valle. La portata massima del torrente è stimata intorno ai 120 metri cubi al secondo. Poca cosa, certo, ma durante le piene l’Albula può trascinare con sé rottami e materiali vari che possono ostruire le campate dei ponti a San Benedetto, provocando straripamenti come quello storico del 1970 (causò una vittima).
Lo studio di fattibilità della Idroprogetti Srl di Firenze ha individuato quattro zone del torrente in cui realizzare le casse di laminazione, che sono delle vasche in cui raccogliere l’acqua del torrente in caso di piene. Secondo l’ingegnere Marco Cicchi del Comune c’è la piena sostenibilità ambientale; il paesaggio agricolo non verrà intaccato, perché queste vasche sono rivestite di terra battuta e potranno continuare a essere coltivate. Probabile che i terreni necessari verranno acquisiti mediante un indennizzo ai proprietari e non tramite esproprio.
Grazie alle casse di laminazione, si otterrebbe un abbassamento della piena di circa 40 centimetri nel tratto urbano.
La cassa di laminazione più importante si trova nel Comune di Acquaviva, può raccogliere un massimo di 120 mila metri cubi di acqua e ha un costo stimato di 300 mila euro. Il sindaco Gaspari ha spiegato che una parte di questa somma (170 mila euro) sarà pagata dal Consorzio di Bonifica del Sud delle Marche, mentre «è probabile» che il resto sia pagato dall’Autorità di Bacino regionale. In questo modo, dice Gaspari, si preserverà il fondo ministeriale per la riqualificazione del tratto urbano dell’Albula (un milione e 900 mila euro sono già arrivati nelle casse del Comune, mancano ancora 500 mila euro del finanziamento procurato nel 2004 dal senatore Udc Ciccanti),
Le altre tre casse di laminazione possono raccogliere un totale di 100 mila metri cubi di acqua e costeranno circa 620 mila euro.
Concluso lo studio tecnico, ora dovranno agire gli enti locali coinvolti (Comuni di Acquaviva, San Benedetto, Ripatransone, Grottammare, Consorzio di Bonifica, Genio Civile, Autorità di Bacino regionale). Ci saranno da fare varianti urbanistiche, progetti preliminari, definitivi ed esecutivi. Ci potranno essere dei ritardi dovuti alle prossime elezioni amministrative ad Acquaviva e Ripatransone, ma per Gaspari «finalmente tutti gli enti coinvolti sono stati messi intorno a un tavolo».
Il sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo, ponendo l’accento su questa progettualità condivisa, ha riferito che è pronto il finanziamento per il nuovo collettore fognario che porterà le acque reflue da San Savino al depuratore della Sentina, passando per il Comune di Acquaviva e per Ponterotto.

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