SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gianni Tormenti, due giorni dopo. Il presidente della Samb ritorna sullo sfogo andato in scena negli spogliatoi dello stadio Pino Zaccheria di Foggia. E stavolta le sue dichiarazioni sono molto più misurate.
«Credo sia normale ci possa stare un pizzico di delusione dopo una sconfitta così brutta – esordisce l’imprenditore di Martinsicuro dopo aver seguito, come suo solito, la seduta di allenamento dei rossoblu – Se a fine partita ho espresso la mia delusione è perché mi sono sentito tradito dal gruppo, al quale tengo molto. I ragazzi mi stanno a cuore, c’è un rapporto speciale con loro: aver visto una condotta di gara come quella di domenica, in casa di una delle formazioni più importanti del girone B, mi ha dato fastidio».
COSI’ NON VA «Si può perdere – continua – ma non mi è andato giù il modo, facendo mezzo tiro in porta con Carlini e giocando senza convinzione e cattiveria. La partita comincia dallo 0-0 e si gioca undici contro undici, vorrei si capisse questo e non si scendesse in campo come se fosse già tutto scritto. Domenica tra l’altro il Foggia non ha voluto infierire, tanto che a un certo punto ha tirato i remi in barca e ha smesso di giocare».
Nessun faccia a faccia con la squadra ad ogni modo. «Magari parleremo in settimana. Con qualcuno, forse». A riprova del fatto che Tormenti non ha gradito la prestazione di qualche elemento in particolare.
CON UGOLOTTI NESSUN PROBLEMA E Ugolotti? Domenica tra i due c’era stato una sorta di botta e risposta.
«Mi dispiace che il mister se la sia presa per le mie dichiarazioni, non c’era nulla di personale nei suoi confronti. Sa di godere della mia stima. Comunque anche lui mi pare si sia arrabbiato per la prestazione della squadra, il che significa che la pensiamo allo stesso modo».
Il presidente rossoblu ci tiene poi a sottolineare un concetto: «Vorrei si prendesse esempio dal Giulianova, che nonostante sia spacciato da un pezzo, sta onorando il campionato e anzi nelle ultime due partite è riuscito a portar via punti a squadre ambiziose come la Cavese e il Gallipoli. Quello è lo spirito giusto. Il fatto che manchi poco alla salvezza non significa che non dobbiamo giocare al massimo delle nostre possibilità in certe situazioni. Sarebbe un grande errore, anche perché da qui alla fine ci sono ancora a disposizione 27 punti».
LA SAMB CHE VERRA’ Due parole anche sul futuro. «La sconfitta o, più in generale, i prossimi risultati non condizioneranno le nostre scelte. In settimana o al massimo la prossima ci metteremo a tavolino prima con Molinari e Pavone e poi con Ugolotti. Al momento non ci sono problemi per le loro conferme, anche se, lo dico sempre, nel calcio quello che oggi è in un modo non è detto lo sia anche domani».
ADESSO LA CAVESE Domenica terza trasferta consecutiva nella tana di una Cavese che al Lamberti non ha mai perso (10 successi e 2 pareggi). Lapidaria la replica di Tormenti: «Spero solo che la Samb scenda in campo con un altro spirito, dimostrando di voler sudare e di sacrificarsi fino in fondo».

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