SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non è un maquillage o un lusso, ma un intervento assolutamente necessario, perché così l’ospedale non può andare avanti», afferma il direttore della zona 12 Asur Giuseppe Petrone. Grazie al decreto ministeriale del 19 febbraio scorso, si conclude il faticoso iter del finanziamento statale per la ristrutturazione di due piani dell’ospedale “Madonna del Soccorso” (i piani meno 1 e meno 2, che ospitano rispettivamente i reparti di Cardiologia e Unità Coronarica; Pronto Soccorso e Rianimazione).
Il costo dei lavori si aggira sui tre milioni di euro, la Regione Marche darà un contributo del 5% ed entro sei mesi l’impresa vincitrice dell’appalto dovrà consegnare il progetto esecutivo. Per i lavori è prevista una durata di un anno.
La ristrutturazione di un reparto strategico come il Pronto Soccorso è estremamente necessaria; in passato si pensò anche a trasferire il reparto in un altro edificio o in un altro piano dell’ospedale. Petrone ha ammesso che durante i lavori ci saranno non pochi problemi per mantenere gli standard di servizio attuali. Alcuni posti letto saranno trasferiti in altri reparti, ma sorgeranno criticità per la Rianimazione e l’Unità Coronarica. «Istituiremo un’Unità di Crisi, sarà un anno da gestire con grande impegno e coordinazione».
Nel dettaglio, secondo quanto illustrato dagli autori del progetto preliminare Vincenzo Sidoti e Paolo Enrico Svampa, nel piano (-2) verranno risolti problemi funzionali (insufficienza di spazi per la Rianimazione, sottoutilizzazione di un terzo della superficie del piano) e organizzativi. Ci sarà una migliore divisione dei servizi sanitari e gli ambulatori saranno attrezzati in maniera da dare spazio alle visite dei medici specialisti. Ci sarà una diversa organizzazione degli ingressi, per evitare la consuetudine attuale secondo cui il Pronto Soccorso viene usato come punto di accesso dell’intero presidio ospedaliero. Tutti gli impianti elettrici e di condizionamento saranno messi a norma.
Per quanto riguarda l’annoso problema delle fosse settiche, è stato fatto un monitoraggio con un sistema video che ha evidenziato la necessità di una demolizione completa di alcuni canali fognari, che saranno spostati all’esterno del complesso ospedaliero.

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