SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Picenambiente sta per approvare il suo bilancio di esercizio; il suo utile è condizionato dalla perdita di quei crediti nei confronti del Comune vantati fin dal maggio 2001. Si tratta di 260 mila euro, di cui 90 mila sono stati già dedotti fiscalmente.
Il consigliere di Alleanza Nazionale Giorgio De Vecchis è stato promotore di un ricorso al Tar per l’annullamento della vendita alla partecipata del complesso aziendale di contrada Monte Renzo, di proprietà comunale. Sulla scia di questo ricorso ha presentato un’interrogazione a cui il sindaco Gaspari dovrà rispondere nel prossimo consiglio comunale del 23 marzo.
Dal carteggio fra Comune e Picenambiente, allegato all’interrogazione, si può fare questa ricostruzione: il 18 maggio 2001 l’azienda presenta una richiesta di pagamento di 260 mila euro per dei servizi aggiuntivi, concordati con il Comune nel corso di un incontro fra Adriano Bernabei e Mario Capriotti (all’epoca amministratore delegato e presidente della Picenambiente) e l’allora sindaco Paolo Perazzoli, insieme a non meglio precisati esponenti di quella amministrazione comunale.
I servizi aggiuntivi riguardano le nuove modalità della raccolta differenziata: non più con i sacchi separati per materiali, ma con il sacco unico.
A ottobre 2001, già insediatosi Domenico Martinelli, l’allora dirigente comunale Buonfigli risponde picche alla Picenambiente con queste parole. «In merito alla vostra fattura si informa che se sono intervenuti eventuali accordi per le vie brevi con la passata amministrazione, la presente amministrazione (quella di Martinelli, ndr), qualora anche lo volesse, in assenza di formali atti amministrativi (…) non può in alcun modo provvedere a qualsivoglia pagamento».
Se pretese ci sono, scrive Buonfigli, vanno rivolte all’amministratore che ha consentito la fornitura del servizio (così dice l’articolo 191 comma 4 del Tuel). Sembrerebbe, almeno secondo quanto si legge nella lettera del 18 maggio 2001, che uno degli amministratori cui bisognava richiedere il credito fosse l’allora sindaco Perazzoli.
In seguito fu abolita la raccolta differenziata porta a porta. Ora, De Vecchis chiede a Gaspari (all’epoca vicesindaco) se partecipò all’incontro con Picenambiente citato nella lettera dell’azienda e se conosceva la maggiore onerosità del nuovo servizio richiesto.
Fermiamoci un attimo; dopo la lettera di Buonfigli, secondo De Vecchis, non c’è traccia di comunicazioni ufficiali che menzionano i crediti della Picenambiente verso il Comune. Poi tornano alla luce nel testo delle due delibere di vendita dell’immobile, in cui si afferma che la Picenambiente lo acquista rinunciando a tutte le pretese creditorie.
Oggi, De Vecchis chiede a Gaspari quale comportamento adotterà in sede di approvazione del bilancio della Picenambiente, a cui parteciperà per rappresentare il Comune di San Benedetto. Voterà negativamente? Chiederà conto agli amministratori della partecipata per il danno economico causato dal non aver portato avanti azioni per il recupero del credito?
Secondo De Vecchis, se Gaspari darà il suo voto favorevole al bilancio di Picenambiente (secondo cui quei crediti sono ormai persi) «dovrà ritenersi in conflitto d’interessi, quantomeno moralmente».

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