SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La piccola pesca sambenedettese è in ginocchio per colpa della eccezionale proliferazione di mucillagini nella fascia di mare che va dalle tre alle sei miglia dalla costa (clicca qui). Alcune marinerie italiane hanno già attivato la procedura per richiedere lo stato di calamità naturale e un intervento di solidarietà economica.
L’assessore con delega alle Politiche del Mare, Settimio Capriotti, è reduce da un incontro a Roma con Saverio Abate, direttore generale Pesca marittima e Acquicoltura del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali.
L’obiettivo è aprire una procedura ministeriale per richiedere sussidi all’Unione Europea. C’è però un problema: se la Commissione Ue non giudicherà questo incremento della mucillagine come un evento straordinario, non finanzierebbe nessun intervento verso la piccola pesca, sanzionando per giunta gli Stati che decidono autonomamente per delle forme contributive.
Il punto focale è la normativa sugli aiuti di Stato, un caposaldo della politica economica europea secondo cui gli aiuti concessi alle imprese mediante risorse pubbliche contrastano il principio della libera concorrenza fra Stati europei.
La principale eccezione che potrà formulare l’Italia consiste nel sostenere che mai come quest’anno la mucillagine è arrivata durante l’inverno e non, come al solito, durante la stagione calda.
Riguardo alle cause di questo fenomeno inusuale, si pensa allo sversamento in mare dei concimi chimici agricoli mediante le acque fluviali. Eppure, fa notare l’assessore Capriotti, le Marche hanno un’alta percentuale di terreni coltivati con il metodo biologico. Ma nell’Adriatico i fattori inquinanti hanno un alto grado di mobilità e forse le nostre acque ricevono inquinamento prodotto altrove.
«La nota più importante dell’incontro con il direttore Abate – dice Capriotti – è l’entusiasmo suo e del ministero per le politiche di turismo alternativo e bed&breakfast sul mare che vogliamo adottare, anche in previsione del nascente Parco Marino del Piceno. Certo, occorrerà controllare meglio lo stato dei fiumi, ma Roma ci dà tutto il suo appoggio. Studieremo – conclude l’assessore – dei progetti per intercettare i canali di finanziamento appositi».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 883 volte, 1 oggi)