ROMA – Giro di vite per i tifosi violenti, con sanzioni anche per le società sportive nel decreto legge contro la violenza negli stadi varato oggi, mercoledì, dal Senato, con modifiche che, in alcuni casi, hanno inasprito le norme.
SANZIONI Chi provoca lesioni a pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico potrá essere punito da 4 anni e sei mesi fino a 10 anni e sei mesi (prima la pena variava da 1 a 7 anni), e per le lesioni gravissime è prevista una pena che va dai 9 ai 18 anni (prima variava dai 6 ai 12 anni). Pene più sostanziose anche per chi svolge attività che possono recare danno a persone o possa essere colto nell’atto di lanciare oggetti pericolosi per l’incolumità delle persone.
Giro di vite anche per l’esposizione di striscioni a contenuto razzistico o che si richiamano ad organizzazioni che hanno subito condanne per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive (il “Diffidati con noi” e affini, tanto per capirci”: sono previste pene da 1 a 5 anni. Un emendamento approvato dall’aula, inoltre, prevede anche l’aggravante per danneggiamento a impianti sportivi.
Per quanto riguarda l’arresto differito, passa da 36 a 48 ore la possibilità di arrestare in flagranza di reato.
SICUREZZA STADI Partite a porte chiuse per gli stadi non a norma fino alla loro messa in sicurezza. Deroga per chi ha un abbonamento annuale, acquistato prima dell’emanazione del decreto legge, se gli stadi hanno realizzato le più significative misure di sicurezza. La messa a norma degli stadi è a carico delle società. La soglia di capienza minima oltre la quale scatta l’obbligo di realizzazione delle norme Pisanu scende da 10 mila a 7.500 persone.
BIGLIETTI Fermo restando il divieto per le società di vendere, direttamente o indirettamente, biglietti in blocco alle società ospitate, le nuove norme fa scendere da 10 a 4 il numero dei biglietti che una singola persona può acquistare.
CONTROLLI Giro di vite anche sui controlli agli ingressi degli stadi: potrá essere negato l’accesso anche a chi, pur se previsto di biglietto, non ha con sé un documento di identificazione. È previsto infatti l’obbligo per il personale addetto agli impianti sportivi di accertare “la conformità dell’intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo l’esibizione di un valido documento di identità, e negando l’ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento”. Previste multe, da 5mila a 20mila euro, per il personale che non effettuata i controlli, come pure per le società sportive.
Fonte: gazzetta.it

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