SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fra pochi mesi i cinefili sambenedettesi rimarranno orfani dello storico cinema Calabresi. Cambiano i tempi, cambiano i gusti e i supporti mediatici, la civiltà delle sale cinematografiche fumose e affollate lascia il passo alla fruizione individuale di meraviglie e orrori della settima arte (home video, internet). La sala oscura genera ancora valore economico, ma solo se inserita in macro luoghi moderni e polifunzionali, possibilmente fuori dai centri urbani e dai tessuti della vita comunitaria tradizionale. Sopravvivono almeno i sempreverdi cineforum.
E’ l’era delle multisale, dei centri ipermoderni e anche, diciamolo, un po’ senz’anima. Condividiamo a livello di principio il giudizio di quei lettori (clicca qui) che commentando un articolo del nostro giornale del 2 maggio scorso parlarono di «perdita della fisionomia cittadina», «distruzione di luoghi della memoria che anche se architettonicamente mediocri cercano di lasciare un’orma storica», «rassegnazione a banali stili turistici». Ma tant’è, i tempi cambiano.
Nel caso di San Benedetto, almeno, c’è la possibilità che la nuova multisala possa sorgere “fuori dalla periferia”: non più nel tradizionale corso dello struscio, ma comunque a Porto d’Ascoli, in una zona non proprio idilliaca ma certamente non brutta e grigia. Al Palacongressi, insomma.
Dipenderà dal Comune di San Benedetto, e dalle decisioni che prenderà in merito al project financing di completamento del “panettone”, aggiudicato proprio dalla famiglia Calabresi. Completamento della struttura, gestione per 30 anni, realizzazione di una multisala e di sale convegni: questi i termini dell’accordo.
Il ricorso presentato dalla Publiodeon di Ascoli, l’indagine della Procura della Repubblica, la sentenza del Tar che potrebbe imporre al Comune di fare un altro bando e, forse, di pagare una penale all’impresa vincitrice. Gli altri elementi di una vicenda dall’esito tutt’altro che scontato.
«Se il Comune ci dà il via partiremo con i lavori», dice Fausto Calabresi, che rivela però che la sua impresa ha anche altre offerte da valutare, per realizzare una multisala fuori città, forse in zona Valtesino.
Calabresi afferma anche che, partiti i lavori presso la struttura della rotonda Giorgini (un investimento «non di basso profilo»; ancora da determinare i ricavi al metro quadro dai nuovi appartamenti; in dirittura d’arrivo le ultime autorizzazioni), la sua impresa sarà di fronte al seguente dilemma: quanto tempo restare senza gestire sale cinematografiche? La multisala al Palacongressi potrebbe vedere la luce prima di una multisala fuori città. Ma l’impresa potrebbe preferire non attendere i tempi della giustizia e del Comune.
«Molliamo il project financing del Palacongressi solo se il Comune ci dirà ufficialmente che non se ne farà più nulla», conclude Calabresi.

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