SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Perchè pensare subito al prossimo anno, ci sono ancora dieci partite, giochiamocele. Ho un piccolo sogno nel cassetto».
La vittoria di Manfredonia ha trasmesso un grande buonumore al diesse della Samb Peppino Pavone, che pur non dicendolo a chiare lettere tiene aperta la porticina dei play off. Obiettivo che, ovviamente, passa anche e soprattutto da Foggia, prossimo avversario degli uomini di Ugolotti.
«Saremo di scena su uno dei campi più belli della C, un ottimo palconscenico – sentenzia Pavone – un’occasione per i nostri ragazzi di mettersi in mostra. Questo deve servirci da ulteriore stimolo, riuscire a fare un’impresa in uno stadio come lo Zaccheria è qualcosa che poi resta negli annali. E’ una soddisfazione potersela giocare più tranquilli; spero che non ci giochi un brutto scherzo».
Di Foggia e del Foggia, maglia che ha vestito per sette stagioni (dal ’67 al ’75) e città nella quale ha lavorato da direttore sportivo prima per nove anni di fila (dall’86 al ’97), contribuendo fattivamente al miracolo “Zemanlandia”, e poi nel breve interregno Coccimiglio, non vuol parlare. Sarà allo Zaccheria, ma sul suo passato preferisce tacere.
E allora facciamo un passo indietro, tornando alla bella vittoria di Manfredonia. «Una prova di maturità, un successo che serve ai ragazzi per accrescere la convinzione nei propri mezzi. Spero che l’atteggiamento di Avellino non si ripeta mai più, spero insomma che si sia compreso definitivamente che si parte alla pari contro tutti. Domenica la potevamo chiudere prima? Certo, purtroppo non sempre riusciamo ad affondare i colpi, dovremmo essere più concreti».
Salvezza comunque ipotecata. «Ritengo che dobbiamo fare ancora una decina di punti, la quota è fissata a 42: prima la raggiungiamo, meglio è. Di solito in quest’ultima parte nel campionato il caldo e l’importanza della posta in palio aumentano i rischi e l’imprevedibilità dei risultati. Meglio non rilassarsi».
Troppo presto quindi per pensare alla prossima stagione, alla riconferma di Ugolotti e dei giocatori? «Secondo il mio punto di vista sì. Bisogna aspettare almeno un altro mese. Non c’è nessuna fretta: prima ci salviamo e poi cominciamo a fare certi discorsi».
Allenatore e squadra però stanno facendo bene, tanto che potrebbero avere puntati addosso gli occhi di alcune squadre di categoria superiore.
«Siamo in serie C, mica in A dove già si pensa al campionato che verrà. Qui ci sono tempi di programmazione più corti. Di Ugolotti siamo molto orgogliosi, significa che abbiamo indovinato la scelta. Quanto ai giocatori non è fermandoli adesso che ci ripariamo da eventuali offerte, anche perchè sia per categoria che per forza economica siamo inferiori alle società di serie B. Ad ogni modo, visto che molti sono in prestito o in scadenza stiamo dimostrando che la Samb è la migliore squadra per farli crescere: da noi giocano, da altre parti non si sa. Partiamo quindi con un piccolo vantaggio».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 937 volte, 1 oggi)